Sbarca sulla rete il “Partito du Pilu”: “Prima voti e poi rifletti!”

Apro la mail e mi arriva un messaggio dall’ufficio stampa della Fandango. Non si tratta di un invito a qualche anteprima stampa, né a qualche conferenza: si tratta di una segnalazione “politica”. “Anche nel cinema si parla di politica? – penso – Di questi tempi non si sente altro!”. Ma si tratta di qualcosa di più: mi avvisano infatti che è ufficialmente online il sito del Partito du Pilu, la nuova formazione politica di Cetto La Qualunque. Passano neanche tre ore e un’altra mail mi avvisa che i server del sito sono andati in crash a causa delle oltre 6.500 visite ricevute nella prima ora. Un vero trionfo per la fittizia formazione politica ideata dal comico Antonio Albanese, la cui scesa in campo anticipa l’uscita del tanto atteso film Qualunquemente, incentrato sulle vicende del politico più politicamente scorretto d’Italia.

Le basi del Partito du Pilu? Pilu e cemento, ovviamente. E se volete maggiori informazioni sulla linea del partito basta cliccare per vedere il dettagliatissimo programma, che recita così: “Il programma non serve, il programma è l’ultimo problema!”. E poi ancora tanti slogan elettorali: “Prima voti e poi rifletti”, “Edilizia: non si ferma un’emozione!”, “Meno regole e più eccezioni”, “Auto blu per tutti, la scorta per molti”, “Basta con la diusoccupazione! Basta con il Carovita! Basta con la Giustizia!”. E poi, ovviamente, il motto simbolo del partito: “Cchiu pilu pi tutti!”.

Ed è soprattutto la Giustizia il bersaglio principale di Cetto La Qualunque. In un breve estratto dal suo ultimo comizio, leggiamo il suo veemente attacco alla magistratura (e passi se vi ricorda già qualcun’altro): “Cari amici elettori e pagabilmente amiche elettrici, tra le mille domande superflue che oggigiorno si fanno ad un candidato, mi è stato chiesto se vengo eletto cosa intendo fare per risolvere i problemi della giustizia… A me lo chiedete? Io sono un politico, cosa c’entro io. Io ho sempre odiato le mode, ora c’è questa moda della giustizia, dei processi… Bisogna smetterla! Già la parola giustizia già mi mette di malumore, mi irrita. I giudici non li ho mai sopportati; hanno questa mania di andare a fondo… andare a fondo… andate a fondo! affucativi!”.

Se non altro,  rispetto a molti suoi colleghi, il buon vecchio Cetto ha il pregio di non nascondere il suo qualunquismo dietro patine da Family Day e dichiarazioni vacue e ampollose. Ma il politico più avverbiale d’Italia ha un punto in comune con uno dei suoi colleghi più importanti, il signor Presidente degli italiani: oltre a temere la Giustizia, infatti, entrambi hanno capito che per il nostro popolo, oggi come una volta, tira più “nu pilu” che un carro di buoi.

Cliccate qui per visitare il sito del Partito du Pilu.

Roberto Del Bove