Wikileaks, Julian Assange potrebbe consegnarsi a Scotland Yard

L’uomo più braccato al mondo, Julian Assange, potrebbe consegnarsi spontaneamente alla polizia di Scotland Yard. Secondo quanto rivela il Times, i legali del fondatore di Wikileaks stanno trattando la sua resa alle forze di polizia inglesi, che già da giovedì sera hanno tra le mani il mandato di arresto per crimini sessuali, inviato dalle autorità svedesi.

Ricercato per molestie sessuali, stupro e coercizione illegale, il fondatore della web che ha messo in imbarazzo l’America, si troverebbe da ottobre nel Regno Unito, e la sua dimora attuale non sarebbe un segreto per la polizia inglese. Il suo avvocato, Mark Stephens, ha infatti dichiarato che al suo arrivo nel paese, con un visto di sei mesi, Assange fornì un indirizzo del sud est dell’Inghilterra e un numero di cellulare. Secondo il Dayly Express, Stephens ha detto che Assange si è più volte offerto di incontrare gli investigatori svedesi presso l’ambasciata svedese a Londra. E che inoltre si batteranno affinché il suo cliente non sia estradato dalla Gran Bretagna.

Rispondendo alle domande dei lettori sul sito del Guardian, Assange ieri ha parlato di minacce reali nei suoi confronti e di star prendendo tutte le precauzioni, nella misura del possibile essendoci superpotenze coinvolte nelle rivelazioni. Ha inoltre rivelato che nel caso gli succedesse qualcosa, sono già pronti 100mila file segreti. E Daniel, il figlio che Assange ebbe quando aveva 18 anni, si è detto preoccupato per la sorte del padre, temendo che possa essere ucciso.

Intanto continua la corsa al “si salvi chi può” tra i vari siti web e server su quali si appoggia Wikileaks. Dopo l’abbandono del server Amazon, perché “Wikileaks non è padrona dei suoi contenuti” e quello del provider – una ditta americana, EveryDND– adesso a lasciare la nave è stata Paypal. Il sistema di protezione dei pagamenti online  ha annunciato che non sosterrà più i trasferimenti di denaro verso il sito web.

Annastella Palasciano