Anziani, uno su quattro soffre di depressione in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56

Un anziano su quattro in Italia soffre di depressione: questo l’allarme lanciato dalla Società italiana di Psichiatria (Sip). Considerata anche la crescita di anzianità della popolazione italiana – gli over 65, infatti, saranno nel 2030 circa il 20% degli italiani – è importante intervenire con tutti gli strumenti a disposizione, per proteggere le persone di una certà età dalle sofferenze del “male di vivere”.

Oltre all’avanzare dell’età, gli individui più a rischio “depressione” non sono solo le donne che hanno varcato la soglia della menopausa, ma tutti coloro che vivono soli (single, vedovi o separati) e che affrontano forti perdite personali, prestazionali e psicofisiche, oltre che il venir meno della gratificazione sociale e del ruolo lavorativo. Purtroppo ancora oggi molti specialisti tendono a sottovalutare il problema. A loro volta, dopo una certa età, i pazienti sembrano rassegarsi di fronte alla malattia e raramente cercano una soluzione.

“Finora se ne è parlato poco, perchè la si considerava quasi una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento – spiega il presidente della SIP Eugenio Aguglia, Ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania – Ma si tratta di un concetto completamente sbagliato. Al contrario, va aumentata la consapevolezza che si tratta di una malattia da affrontare anche in tarda età con tutti gli strumenti a nostra disposizione”. La depressione può avere, inoltre, caratteristiche differenti a seconda della fase della vita in cui si presenta ed è importante distinguere la malattia da una condizione di tristezza e rassegnazione, che in genere è passeggera e non necessita di cure. “L’episodio depressivo, invece, ha una maggior durata, presenta sintomi molto più accentuati e necessita di una cura adeguata per essere sconfitta” precisa il medico. “In questo percorso è prezioso il contributo del medico di medicina generale, per una precoce individuazione della malattia e quindi per un precoce inizio della terapia” aggiunge.
 
Per quanto riguarda i farmaci con cui curare la depressione, “da evitare i triciclici per i pesanti effetti collaterali di cui sono gravati. Di recente è stata evidenziata l’efficacia di un nuovo antidepressivo, l’agomelatina, un farmaco ben tollerato, che non ha effetti sull’apparato cardiovascolare né su quello urinario”.

Adriana Ruggeri

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