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Berlusconi: “Lascerò la politica”

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Fino a ieri il Premier rappresentava l’irresistibile figura granitica e inossidabile della politica italiana. Nemmeno Wikileaks sembrava aver scalfito l’ostinazione di un uomo che dal ’94 ha trasformato e monopolizzato la politica italiana.

Oggi, invece, l’immagine di Silvio Berlusconi inizia a mostrare le prime rughe. Proprio a partire dalle sue parole: “Ho una certa età. Prima o poi dovrò lasciare”. Certo, può essere l’ennesima mossa mediatica. Un tentativo di portare a raccolta il suo popolo nel momento più difficile. Proporsi pubblicamente come un uomo provato e stanco dai continui attacchi e complotti che subisce dalla sinistra italiana e dalla stampa internazionale politicizzata, potrebbe essere l’ennesimo appello alla pancia di un Paese sempre pronto a dargli fiducia.

Ma l’ultima uscita del Cavaliere stona comunque con la figura di “immortale” che si è costruito negli ultimi 15 anni passati sul palcoscenico della politica italiana. Il 3 Febbraio 2004 il medico Umberto Scarpagnini dichiarava al Corriere della Sera: “Non si illudano: ci seppellirà tutti. La sua vera età è di 55 anni. Berlusconi è tecnicamente quasi immortale.” E lo stesso Berlusconi nel 2008 scriveva per il bimestrale Kos (rivista diretta da don Luigi Verzè) di voler raggiungere gli anni di vita di Jeanne Louise Calment, donna francese nata nel 1875 e morta 122 anni e 164 giorni dopo.

Alla luce di questi trascorsi, rileggere quell’espressione (“ho una certa età”) ha il senso di un imminente tramonto politico. E non tanto per l’ammissione “anagrafica”, quanto per il fatto che lo stesso Berlusconi ha da sempre legato la longevità alla sua presenza in politica. Sempre nell’articolo su Kos, a proposito del traguardo di una vita più lunga, scriveva: “Chi si occupa di politica, cioè degli altri, dovrebbe impegnarsi anche su questo fronte: perché il tempo che l’uomo sta guadagnando si possa vivere nel migliore dei modi e con tutte le opportunità possibili.”

Dalla Russia (a Soci) il Cavaliere si raccontava come l’unico in grado di portare avanti un progetto solido per l’Italia: “Non vedo nessun protagonista della politica che possa ben lavorare per il bene del Paese e rappresentarlo negli incontri internazionali.” Tornato in Italia, invece, si è trovato a dover fare i conti col “me ne frego” di Verdini e con un’opposizione che, al di là di progetti politici che ancora non ci sono, ha come unico obiettivo quello di eliminarlo.

La loro è una guerra psicologica – accusa Daniela Santanchè. – Vorrebbero far credere al capo dello Stato di essere in grado di dar vita ad un nuovo governo ”. Berlusconi, in proposito, dice che prima o poi si farà da parte. Ma se lo stesso Cavaliere non dovesse credere alle parole che dice, vuol dire che la guerra psicologica è iniziata anche a Palazzo Chigi.

Cristiano Marti

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