Emergenza medici, in pensione 4 su 10

Pensione per 115 mila medici nei prossimi quindici anni, lascerà la professione circa il 38% del personale medico di tutta Italia, in pratica uno su quattro appenderanno il camice bianco al chiodo. A scattare la fotografia è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), nel corso della II Conferenza nazionale della professione medica, tenutasi a Roma giovedì e venerdì scorso.

«Tra il 2020 e il 2025 andranno in pensione 115 mila dottori che oggi hanno fra i 51 e i 59 anni», annuncia il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Amedeo Bianco. Di poco cambia la prospettiva se la finestra d’uscita considerata è a 65 o a 67 anni. Il problema, allora, è fronteggiare la carenza di organici garantendo un ricambio rapido ed efficiente, evitando il rischio di doversi affidare entro i prossimi quindici anni ai medici di importazione, come già succede in Gran Bretagna, Germania e Danimarca.

A lasciare il camice bianco sarà il 62 % del medici di famiglia e il 58 % dei pediatri di libera scelta. Il 48 % dei dipendenti del servizio sanitario regionale e nazionale potrebbero andarsene senza essere rimpiazzati. In pensione anche il 55 % degli specialisti convenzionati interni.

A placare le polemiche contro lo “sbarramento” alle iscrizioni nelle Facoltà di Medicina qualcosa sembra muoversi: «Da un lato – spiega il presidente Bianco – per far fronte a questa emergenza formativa si è ottenuto un aumento del 10 % dei posti ai corsi di laurea in medicina», ma dall’altro «riteniamo ormai improrogabile lavorare sulla formazione per avere un medico di qualità, capace di rispondere ai bisogni e alle esigenze della società».

Secondo la Fnomceo, dall’analisi dei dati emerge chiaro un aspetto: “la formazione dei futuri camici bianchi è una vera emergenza, per la quale serve un progetto ad hoc, efficace, che richiede innanzitutto una maggiore connettività e flessibilità nelle relazioni e nelle ‘regole di ingaggio’ tra le Facoltà di medicina e le strutture pubbliche e private accreditate dei Servizi sanitari regionali”. Un progetto a cui la Fnomceo sta lavorando, per mettere i nuovi professionisti al ‘passo dei tempi’. Il progetto si fonda su un processo continuo e integrato che parte dall’accesso agli studi di medicina al termine dell’attività professionale: non solo formazione universitaria, quindi, ma anche formazione continua post laurea.

Adriana Ruggeri