F1, Mosley accusa: “Troppe gare. La F1 andrà in crisi”

Max Mosley ritorna sotto le luci della ribalta criticando le troppe gare in calendario. L’ex presidente della FIA puntualmente torna a far discutere rilasciando interviste ove spiega e puntualizza la sua posizione nei più disparati casa. Dai nuovi regolamenti, all’auspicio di veder penalizzata la Ferrari per gli ordini di scuderia, sino alle venti gare previste per la prossima stagione. Un modo intelligente per sottolineare la sua posizione nonostante oramai sia fuori da tutti gli organi governativi e decisionali della Federazione. Spunti di discussione anche interessanti, che nascondono dietro messaggi più o meno diretti alla nuova direzione di Jean Todt.

L’accusa principale è quella di aver immesso nel calendario troppe date: “Personalmente credo sia eccessivo. Sono troppe domeniche per pretendere che la gente si dedichi alla Formula 1; a un certo punto potrebbe diventare noioso. Inoltre, quando si comincia ad avere una gara in ogni dove, l’appuntamento diventa un’abitudine e si ha un calo anche dal punto di vista del posizionamento televisivo.” Un pensiero personale in totale scontro rispetto a quello di Bernie Ecclestone, che desidera veder correre il circus in tutte le parti del globo. Bisogna però sottolineare che in un periodo di crisi come questo, la macchina organizzatrice della Formula uno si basa molto sulle gare. In mancanza dei soldi degli sponsor ci pensano le vari organizzazioni dei circuiti, che pagano fior di quattrini pur di avere una gara della massima serie automobilistica (basti vedere cosa sta accadendo in nel medio-oriente).

Un’altra critica poi tratta l’argomento team. Un modo per confermare con forza l’errore di non aver seguito il suo ideale di “F1 low cost“, non volendo iniziare un deciso e repentino cambiamento legato al risparmio: “Nel gennaio 2008 avevo già fatto presente che, senza una riduzione dei costi, non sarebbero stati solo i piccoli team ad avere problemi. E infatti HondaBMWToyotaRenault sono uscite di scena. Questo trend purtroppo è in continua crescita e mi preoccupa: c’è rischio di una crisi nel breve termine. Si è appena chiusa un’ottima stagione, ma il futuro è nero.” L’unica risposta possibile quindi è quella di creare piccoli team dal budget ridotto, seguendo le idee che avevano innescato la dura battaglia tra FIA e FOTA. Vedremo se i fatti li daranno effettivamente ragione.

Riccardo Cangini