Paolo Guzzanti contro “Libero”: Belpietro, che tristezza

La lettera al vetriolo di Maurizio Belpietro pubblicata ieri su “Libero“? Solo una bassa cortigianeria firmata da un “servo” del capo. Il segretario del Partito liberale italiano, Paolo Guzzanti, non usa mezze parole e – raggiunto al telefono da un giornalista de “La Repubblica” – risponde per le rime all’iniziativa proposta dal direttore di “Libero“, che ha invitato i suoi lettori a scrivere ai “traditori” del premier.

“Mi fa molta pena il mio ex direttore e amico Belpietro – ha detto Guzzanti – costretto a fare questa piccineria per ordini del capo supremo. Che tristezza. Purtroppo capita spesso che per adorare il capo si facciano cose tremende. La verità è che in questa crisi di governo il traditore è Berlusconi, non io”.

“È Berlusconi – ha spiegato il segretario del Pli – che ha abbandonato la sua promessa di politica liberale andando verso tutto ciò che è illiberale. È lui che è amico di Putin, non certo un campione del liberalismo. È lui che guida la ‘mignottocrazia’ imperante in questo momento nelle stanze del potere politico”.

Come definire allora la scelta di abbandonare il partito nel quale si è stati eletti per tentare una via terza, alternativa al governo del Cavaliere? “La verità – ha osservato Guzzanti senior – è che quelli accusati dai fan del governo di essere dei traditori sono delle persone coraggiose, che in un momento delicato prendono scelte difficili per il bene del Paese. È ridicolo inoltre accusarmi di essere un traditore, io che mi sono avvicinato a Berlusconi nel ’99 quando lui – ha ricordato – era in grande difficoltà e me ne sono andato in tempi non sospetti, quando lui era al massimo del suo potere”.

Per questo, il segretario del Pli rimanda al mittente l’accusa e segnala, con preoccupazione, il rischio di fornire cattivi suggerimenti: “La parola ‘traditore‘ – ha insistito – è una categoria del berlusconismo. Belpietro & co. non capiscono la politica, ma solo la devozione al capo supremo. Non pensano che uno può stare o meno con Berlusconi perché condivide la sua politica in un certo periodo e poi non l’apprezza in un secondo momento. Con i loro metodi – ha concluso – evocano invece un altro piazzale Loreto per chi è contro il governo”.

Maria Saporito