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Provato per voi Qwiki, la piattaforma parlante

Serve davvero un altro tipo di navigazione?.

E’ questa la prima domanda che ci si pone quando si riceve un invito a testarne uno ed ogni volta, come nel caso di RockMelt, ci si porta a casa qualcosa di originale ed interessante.

Qwiki non è un browser anche se viene descritto così in molte recensioni, in realtà è una via di mezzo tra un portale wiki ed una enciclopedia multimediale di nuova generazione. In realtà per approdare ai contenuti si utilizza un browser ‘classico’ tipo Safari, Google Chrome, Firefox o quello che si preferisce e si digita nella barra degli indirizzi www.qwiki.com. Ad oggi si può testare il prodotto su invito e la versione è ancora in fase alpha.

Il progetto che ha vinto il TechCrunch Disrupt di San Francisco lo scorso settembre è stato sviluppato da un team tecnico guidato da Louis Monier papà del famoso e pioneristico Altavista ed ha delle funzionalità molto interessanti, la più importante di tutte e che lo distingue da altri è la tecnologia text-to-speech associata ai contenuti in modo da rendere ‘umano’ e ‘naturale’ l’approfondimento su di un certo argomento.

Come funziona quindi? Si inserisce il termine da cercare (in inglese per ora) ed il risultato sarà l’assemblaggio di video, immagini e testi provenienti dai diversi Flickr, YouTube e Wikipedia ed altri popolari siti di Reference e si ascolta la narrazione di ciò che si vede apparire in una sorta di montaggio multimediale. La narrazione è in inglese ed accompagnata dai sottotitoli che possono anche essere eliminati.

I contenuti possono inoltre essere condivisi su Twitter e Facebook.

Natascia Edera