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Yara Gambirasio: razzismo a Brembate di Sopra, “Marocchini fuori da Bergamo”

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A poche ore dalla cattura di un cittadino magrebino, bloccato ieri sera mentre si imbarcava per il Marocco in quanto fortemente sospettato dell’omicidio di Yara Gambirasio, Brembate di Sopra è presa d’assalto da commenti e cartelli razzisti.

Xenofobia e frasi inneggianti alla violenza, un atto che il sindaco, Diego Locatelli, condanna fermamente sia per evitare di alimentare l’odio, sia per la speranza che l’accusa di sequestro di persona e omicidio ai danni della piccola Yara Gambirasio sia soltanto una pista: “Ci dissociamo da singoli episodi manifestatisi in occasione della divulgazione di notizie inerenti alle indagini tuttora in corso e ancora in fase di accertamento”.

D’altronde l’uomo fermato ieri dalla polizia a Genova continua a negare ogni responsabilità riguardo alla sparizione della ginnasta tredicenne, introvabili da venerdì 26 novembre. Occhio per occhio, dente per dente, recita un manifesto affisso da un uomo davanti alla casa della ragazzina, “Non ne possiamo più di questi immigrati, devono tornarsene a casa loro”, ha dichiarato.

Marocchini fuori da Bergamo, si legge su un altro cartello, affisso a meno di cento metri dalla villa dei Gambirasio, che continuano a tenere un profilo basso in merito alla vicenda, preferendo il riserbo più assoluto. Qualcuno, invece, afferma: “Lasciatecelo in piazza a Brembate, noi non abbiamo mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne.

Anche Facebook, come prevedibile, ospita profili innumerevoli sia per Yara, auspicando nel suo ritrovamento, sia contro i presunti assassini: si passa dalle pene capitali invocate senza mezzi termini, ad insulti razzisti e xenofobi, ma anche in questo caso moderatori e amministratori preferiscono intervenire per sedare gli animi.

Come il sindaco ha esortato i suoi cittadini a concentrarsi sulla vittima, così alcuni moderatori invitano gli iscritti ai vari gruppi di mantenere la calma: Comprendiamo l’indignazione e lo sdegno di tantissimi, ma non accetteremo mai commenti inneggianti alla violenza ed al razzismo. Questa è l’ora del dolore e della solidarietà, si deve lascar lavorare chi di dovere e noi dobbiamo solo pregare e non alimentare l’odio, scrivono in un messaggio.

Carmine Della Pia

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