Consumi: Natale peggio del 2009 per un quarto degli italiani

Per il 25% degli italiani il Natale che si avvicina sarà, finanziariamente, peggiore dello scorso anno ed per il 50% la spesa complessiva ammonterà alla metà di quello sostenuta nel 2009.

Da un sondaggio commissionato dalla Confesercenti alla Swg, l’incertezza regna sovrana e i pessimisti arrivano ad una percentuale compresa tra il 22 ed il 25%.

Le preoccupazioni sull’andamento economico nazionale ed internazionale e i dati sull’occupazione sono le paure maggiori degli italiani.

Se fino a qualche anno fa erano i prezzi natalizi a condizionare le spese di questo periodo, dall’inizio della crisi lo scenario è drasticamente cambiato.

Dal 2007 al 2010, infatti, se il condizionamento dei prezzi dei beni è passato dal 41% al 33%, come quello di tariffe e tasse, dal 19% al 13%, le inquietudini legate alla condizione economica familiare, dal 16% al 30%, e al lavoro, dall’8% al 14%, sono drasticamente cresciute.

Quasi il 50% degli italiani cercherà di spendere con parsimonia, circa il 2% in meno rispetto allo scorso anno, il 45% (-4%) manterrà lo stesso livello, mentre sale quella fetta di popolazione che farà uno sforzo in più, dal 3% al 5%.

Dei 40 miliardi in tredicesime che dipendenti e pensionati percepiranno questo mese, ancora, 21 sono già destinati agli acquisiti.

6 miliardi se ne andranno in regali, oltre 15 saranno impegnati in spese correnti per casa e famiglia, 8 saranno utilizzati per saldare conti in sospeso e 8,5 miliardi circa confluiranno in risparmio.

In merito a questa distinzione urgono delle specifiche: per i regali si registra un lieve incremento rispetto al 2009, +1%, così come per le spese per casa e famiglia, +2%, mentre cala la percentuale destinata ai risparmi, -2%, e ai pagamenti sospesi, -3%, con le tasse al primo posto di questi.

Il 19% degli intervistati, +7% rispetto al dato del 2009, vorrebbe spendere di più per i regali, ma il 45% ha deciso di risparmiare di più. Per il quinto anno consecutivo, dunque, si riscontra un dato di segno negativo, anche se il -6% di quest’anno è quello più basso dal 2005.

Per quanto riguarda le scelte dei beni, 13 milioni di italiani si dichiarano orientati su prodotti quali computer, chiavette per la navigazione in rete, smartphone, iPhone e gli indispensabili decoder.

Per il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, “il segnale che gli italiani mandano a tutti ed in particolare alla politica è molto chiaro e riguarda il regalo più atteso e gradito che è il lavoro. Lavoro da creare, da conservare, da recuperare. E’ con il lavoro che può tornare la fiducia, che i consumi possono ripartire, che si può imboccare un altro periodo di sviluppo”.

“Ma deve essere lavoro vero: per questo serve un sostegno forte alle Pmi che più di tutte possono crearlo, alimentarlo con la propria crescita, qualificando sempre meglio la propria attività. Questa è la priorità su cui ci attendiamo un impegno serio, determinato, indirizzato realmente all’interesse generale del Paese. Creare condizioni nuove vuol dire tagli agli sprechi pubblici, meno burocrazia, risorse per investimenti, riduzione della pressione fiscale, rilancio delle opere infrastrutturali, valorizzazione di risorse come il turismo che appare invece penalizzato anche in un periodo di solito positivo. Questa è l’agenda del Paese che vorremmo trovare come promessa tangibile di cambiamento sotto l’albero di Natale”.
Marco Notari