Fini: “Nessun ribaltone, ma ci vuole più dignità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:03

Il ribaltone è un sovvertimento della volontà popolare. Non credo che ci saranno ribaltoni. Così il presidente della Camera Gianfranco Fini, durante una lezione al liceo Orazio di Roma, risponde a chi gli chiede cosa ne pensi dei ribaltoni politici. Ma cosa ne pensa lei di tante promesse non mantenute e di impegni disattesi da chi aveva promesso che la legge sarebbe stata uguale per tutti e poi si è occupato solo degli affari suoi, ha ribadito il presidente della Camera, Fini.

La politica è onestà intellettuale, se si fosse più umili, se si pensasse che avere torto non è un complotto le cose andrebbero meglio. Mi guardo allo specchio e dico che c’è un limite oltre il quale non si può andare pena la dignità, risponde il presidente della Camera a chi domandava regole sul conflitto d’interessi e sui problemi giudiziari del premier sempre risolti a suon di leggi.
 
Mi sembra un modo di parlare più da leghista che da democristiano moderato quale Casini dice di essere: io penso che sarebbe da ‘118’ sovvertire il risultato elettorale e cioè mandare al governo chi ha perso le elezioni e mandare all’opposizione chi le ha vinte” attacca il ministro dell’Interno Roberto Maroni che rilancia la scelta del voto. Il popolo sovrano ha deciso che a governarlo nel 2008 fosse Silvio Berlusconi e non credo che una qualsiasi operazione di palazzo possa sovvertire questo chiarissimo volere del popolo.

Dopo Bocchino, che ipotizzato la possibilità di un Belrusconi-bis dopo le sue dimissioni, anche Fini ora apre ad un futuro della maggioranza anche dopo il 14 dicembre, giorno in cui Senato e Camera si esprimeranno sulla fiducia al governo.

Matteo Oliviero