Francia, la Continental “penalmente responsabile” del disastro del Concorde

Dopo dieci anni di indagini e tre mesi e mezzo di audizioni, un tribunale francese ha riconosciuto la compagnia aerea Continental “penalmente resoponsabile” del disastro del Concorde dell’Air France, in cui persero la vita 113 persone. La compagnia dovrà pagare una multa di 200mila euro come risarcimento alle vittime e un milione di euro all’Air France per danni all’immagine. La giustizia francese ha inoltre condannato a 15 mesi di detenzione John Taylor, il meccanico della compagnia americana che fabbricò e fisso il pezzo metallico considerato la causa dell’incidente.

Secondo il tribunale di Pontoise, il 25 luglio del 2000, fu proprio un frammento al titanio lasciato cadere sulla pista dell’aeroporto di Charles de Gaulle da un Dc10 della Continental statuinitense decollato poco prima a provocare l’incidente. Il frammento, infatti, perforò le gomme del Concorde che si trovava in fase di decollo. Le gomme scoppiarono e i loro frammenti a sua volta ferono scoppiare il deposito del carburante. Il Concorde appena decollato si schiantò contro un hotel provocando la morte dei 100 passeggeri a bordo, i 9 membri dell’equipaggio e di altre quattro persone che si trovavano nell’edificio. Scartata quindi l’ipotesi della compagnia aerea americana che ha sempre sostenuto che il Concorde era già in fiamme quando urtò il frammento.

Considerata responsabile di omicidio involontario, la Continental ha già fatto sapere che ricorrerà in appello contro la sentenza. Secondo l’avvocato della compagnia Olivier Metzner si è trattato di un “verdetto patriottico”, teso a proteggere gli interessi francesi e ciò che rappresentava il Concorde. Intanto, la Continental rischia di dover sborsare centinaia di milioni di euro in sede civile per le richieste di risarcimento. Sul piano della responsabilità civile, il tribunale ha però chiamato in causa anche il consorzio europeo Eads, accusato di negligenza nei controlli di sicurezza sul veicolo franco-britannico e che è già stato condannato a pagare il 30 per cento dei danni.

Annastella Palasciano