Il bunga bunga fa ancora discutere

ruby rubacuori

Più di un mese fa il bunga bunga gate (ruotante attorno a Ruby Rubacuori), , che sembrava dovesse travolgere il capo del governo Berlusconi e che invece è stato rimosso in poco tempo, probabilmente meno di quanto si pensasse. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, vuole però rispolverarlo e infatti ha chiamato la manifestazione: Il dittatore del bunga bunga. Chi dovrebbe essere il dittatore è facile da capire, specialmente se si segue il blog dell’ex magistrato di Mani Pulite.

Alla manifestazione, che si terrà  a Bologna il 10 dicembre, parteciperà il pm della Procura di Palermo Antonio Ingroia. La sua non sarà una presenza fisica, visto che invierà un videomessaggio. E proprio per questo è polemica. A scatenarla è Il Giornale, foglio di proprietà della famiglia Berlusconi. Il quotidiano ritiene che un esponente della magistratura non dovrebbe avere a che fare coi partiti politici e le loro campagne di comunicazione.

Loro (quelli de Il Giornale, ndr), in genere, preferiscono invitare Dell’Utri e che ognuno fa le sue scelte e se ne assume le responsabilità – si legge sul blog del leader Idv. – Non abbiamo invitato il magistrato Ingroia a partecipare al ‘bunga bunga’, ma gli è stato chiesto un contributo registrato per spiegare quali siano le riforme in materia di giustizia utili per chi combatte la criminalità.
Nell’ambito della serata è previsto, oltre a una parte dedicata al confronto politico e programmatico, anche un momento riservato al sano divertimento, con cantanti e comici e, in questo caso, Ingroia non c’entra nulla, anche perché sarà a mille chilometri di distanza da Bologna. Il suo intervento, ripeto, è stato registrato in precedenza. Insomma, è chiaro che quella de ‘Il Giornale’ è una strumentalizzazione. Chissà perché – si chiede Di Pietro –  se si riuniscono quelli del Pd o del Pdl, parlano di cose serie, se ci riuniamo noi no”.