Lavoro: calo domande Cassa integrazione a novembre

Nel mese di novembre le ore autorizzate di Cassa integrazione (Cig) sono diminuite dell’8% rispetto allo stesso mese del 2009 ed ancora più sensibile il calo tendenziale rispetto al mese precedente, -10%.

A comunicarlo è l’Inps, che in una nota spiega che nello scorso mese sono state autorizzate 90,7 milioni di ore di Cassa contro le 100,8 milioni di ottobre 2010 e contro le 98,6 milioni di novembre 2009.

Le ore autorizzate di Cassa integrazione ordinaria si sono assestate a 20,8 milioni (-12,7% rispetto a ottobre); le ore di cassa integrazione straordinaria sono state 38,9 milioni (-8,6%); le ore di cassa integrazione in deroga sono state poco meno di 31 milioni (-9,9%).

Per il ministro Sacconi “la decisa riduzione nell’impiego della cassa integrazione, dell’indennità di disoccupazione come quella della mobilità confermano, se pure in ritardo come sempre accade, la ripresa in atto soprattutto nell’industria“.

“Ovviamente i problemi non sono finiti – ha aggiunto – perché sono in atto molte trasformazioni negli assetti proprietari o produttivi di molte società con conseguenze sull’occupazione. Lo testimoniano i molti tavoli ministeriali attraverso i quali si individuano spesso soluzioni concordate con le parti per la continuità produttiva e occupazionale”.

Per il ministro, inoltre, “fondamentale rimane la politica di investimento nelle competenze attraverso la buona formazione e la diffusione dei contratti di apprendistato”.

Cauto, ma sollevato, Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl: “La riduzione delle ore autorizzate di cassa integrazione in novembre, sia rispetto a ottobre, sia rispetto allo stesso mese di un anno fa, è un dato incoraggiante. Naturalmente occorre cautela nel valutare tale dato, perché già in passato si sono verificate riduzioni mese su mese, poi non confermate come tendenza. Probabilmente si va profilando un assestamento su livelli meno elevati di cassa integrazione, ma lo si potrà verificare con più certezza solo se la diminuzione continuerà nei mesi successivi”.

“Va anche osservato che, se la riduzione mese su mese è piuttosto omogenea per cassa ordinaria, straordinaria e in deroga, non altrettanto si verifica per le variazioni rispetto a novembre 2009, cassa straordinaria e in deroga restano in aumento nel confronto tendenziale per effetto del protrarsi della crisi economica e produttiva. Resta il fatto che l’intenso ricorso alla cassa integrazione non solo ha contribuito a contenere la disoccupazione, ma si e’ dimostrato strumento insostituibile per mantenere lavoratori e professionalità all’interno delle aziende“.

Resta necessario rifinanziare e flessibilizzare gli ammortizzatori sociali, ma lo sforzo maggiore – ha chiuso Santini – va indirizzato al riassorbimento dei lavoratori in Cig, ad esempio attraverso il contratto di solidarietà, nonché attuando politiche di formazione e riqualificazione per un rapido reimpiego. Infine, per favorire le assunzioni di chi ha già perso il lavoro o di chi non riesce a trovarlo, in primo luogo i giovani, vanno messi in campo incentivi ad apprendistato e part-time ed il credito d’imposta al Sud, per superare il paradosso del nostro mercato del lavoro che, anche in fase di crisi, continua a richiedere decine di migliaia di posti di lavoro senza avere risposte”.

Di tutt’altro avviso il responsabile lavoro e welfare dell’Italia dei valori, Maurizio Zipponi: ”I dati trasmessi dall’Inps, sul calo delle domande di Cassa Integrazione, salutati con enfasi dal ministro Sacconi, non parlano di ciò che sta accadendo nella realtà. E cioè della diabolica catena in cui, finite le 52 settimane su 104, la Cassa ordinaria termina e i lavoratori vanno in Cassa straordinaria. Ma anche la Cassa straordinaria sta terminando e i lavoratori andranno in mobilità o in disoccupazione, buttando su lastrico migliaia di famiglie”.

”Ecco che Sacconi dipinge il Paese dei balocchi – ha aggiunto Zipponi – dove la crisi sembra finita, invece, stiamo entrando nel tunnel più buio privo di un governo all’altezza della grave situazione economica in cui ci troviamo”.

Marco Notari