L’avvertimento di Draghi:”Per crescita necessaria stabilità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:17

Nuovo rapporto sulla stabilità finanziaria: a presentarlo, quest’oggi, è stato il governatore della Banca d’Italia Draghi. “La crescita è fondamentale. Crescendo si pagano i debiti ed è altrettanto fondamentale del rigore di bilancio per la stabilità finanziaria per contrastare le tensioni sui mercati finanziari che colpiscono i Paesi europei”.

“Le analisi contenute nel Rapporto – ha spiegato Draghi – sottolineano la forte connessione, a livello internazionale, tra la solidità del settore finanziario e quella dei conti pubblici. Al fine di preservare la stabilità del sistema finanziario, la priorità oggi è adottare politiche che aumentino il potenziale di crescita dell’economia italiana. Di fronte alle forti tensioni che proprio in questi giorni colpiscono più Paesi europei, è essenziale proseguire nelle politiche di consolidamento dei conti pubblici”.

Prospettive di crescita per niente brillanti, per l’Italia, ammette Draghi: “La crescita dell’economia mondiale prosegue ma rallenta, con andamenti diseguali tra aree”. In particolare, il Pil italiano si espanderà “a ritmi inferiori alla media dell’area euro”. Le previsioni: l’1% circa per quest’anno e l’anno prossimo, più 1,2 nel 2012. Tuttavia, secondo Mario Draghi, il sistema bancario nazionale resta sano: “La crisi ha colpito solo indirettamente le banche italiane, riparate da un modello di intermediazione fondamentalmente sano – basato sull’attività di intermediazione creditizia in favore di famiglie e imprese – nonché da un quadro regolamentare e da un modello di vigilanza prudenti”.Una prova? La loro esposizione verso i paesi “Pigs”: “a giugno ammontava a circa 20 miliardi – sottolinea il governatore – meno dell’1% del totale delle attività del sistema”. E per i cinque maggiori gruppi “oscillava tra lo 0,1 e l’1,3%”.

Un’Italia, in buona sostanza, che può vantare sei punti forti: “la qualità dei bilanci delle banche, la solida base di raccolta, il basso indebitamento di famiglie e imprese, una bassa quota dell’attività di finanza rispetto al credito, un quadro regolamentare e di vigilanza molto prudente, un generale equilibrio”. Lo stesso, purtroppo, secondo Draghi non può tuttavia dirsi per le famiglie meno abbienti, che “presentano un’incidenza più elevata della rata del mutuo sul reddito” e potrebbero trovarsi in difficoltà nei prossimi mesi, “in connessione con eventuali aumenti dei tassi di interesse”.

L’Unione
: l’Euro, nelle parole di Draghi, non corre alcun pericolo: “Rappresenta uno dei maggiori successi dell’integrazione europea e ha portato benefici straordinari a diversi Paesi”. E’ ravvisabile, continua, “la buona tenuta complessiva dei mercati euroepei nonostante le turbolenze”, dove i conti pubblici aggregati dell’area euro sono “migliori di quelli di altre aree” e dove l’80% del debito è in mano agli stessi europei. Certo senza scordare le differenze pericolose – “eccessive” – tra i diversi Paesi dell’Eurozona “con l’aumento degli spread di rendimento tra i titoli di Stato”.
v.m.

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