Michael Jackson: la “resurrezione” in Florida e il nuovo album in uscita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Va bene che quando viene a mancare un grande della musica i fan hanno bisogno di appigliarsi a tutto per colmare il vuoto. Va bene che ora è in uscita un nuovo album e il battàge pubblicitario non è mai abbastanza. Però, a volerla dire tutta, questa sembra essere un po’ grossa (e al tempo stesso banale, se si pensa che si è detta molte volte la stessa cosa su Adolf Hitler e Jim Morrison). Il fatto è che, stando ad alcune voci in circolazione, in realtà Michael Jackson sarebbe vivo e si nasconderebbe in Florida, in un piccolo paesino di campagna. Neanche a dirlo, le stesse voci affermano che il prossimo album dell’artista – in uscita tra 8 giorni – potrebbe contenere delle sorprese o rivelazioni al riguardo. Tempismo perfetto, non c’è che dire.

Il 14 dicembre la Sony Music rilascerà sul mercato Michael, il nuovo lavoro postumo contenente alcuni brani a cui il ‘Re del Pop’ stava lavorando prima della sua morte. I numeri previsti, ovviamente, sono già da capogiro: la casa discografica prevede la vendita di 400mila copie solo negli Stati Uniti e solo nella prima settimana. Numeri comprensibili in realtà, se si pensa che Jacko – anche da defunto – è un vero e proprio Re Mida della musica, capace di trasformare in oro tutto quello che tocca (con la voce). La Jackson Estate – società che gestisce eredità e patrimonio del cantante – subito si è giustificata, rispondendo a chi in quest’operazione sentiva solo puzza di commercio: il disco è stato fatto per i milioni di fan che lo attendevano con ansia, Michael avrebbe voluto così, abbiamo rispettato la sua volonta, abbiamo usato i suoi appunti, ecc.

Meglio dunque sorvolare sulle false voci, sul probabile rapacismo dei più stretti famigliari di Jacko e concentrarsi sulla musica. E su quella forse, un po’ di affidamento ci si può fare. Promettono bene i duetti con Lenny Kravitz e Dave Grohl, da una parte, e quello con 50 Cent dall’altra. Tra echi Motown (I like the way you love me, Best of joy) e scarti di album precedenti (Much too soon, ballata zuccherosa e natalizia, esclusa da Thriller) il nuovo lavoro del defunto King of Pop promette di non essere poi così male; specialmente se si considera che, come operazione postuma, è nato come una specie di Frakenstein, potenzialmente privo di compattezza e orfano della mano perfezionista di Jackson. Ma, a meno che non vi capiti di incontriate Jacko in giro per la Florida, non si può pretendere di meglio.

Roberto Del Bove

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!