Pakistan, attacco kamikaze uccide cinquanta persone

Attacco in Pakistan contro un ufficio governativo. A Mohmand, città nord-occidentale del paese, due kamikaze si sono fatti esplodere provocando cinquanta morti e cento feriti.

All’interno dell’edificio si stava svolgendo una riunione di una milizia antitalebana. Dalle prime ricostruzioni, uno dei due attentatori in uniforme da poliziotto, sarebbe entrato dentro e poi fatto esplodere all’interno di un reparto. Il secondo si è fatto esplodere una volta catturato dalle guardie.

“Un dramma”dice Amjad Ali Khan governatore della città, presente all’evento, adesso in ospedale. “C’erano dozzine di persone che come, sanguinavano e piangevano. Si vedevano pezzi di persone in giro”. Negli ultimi periodi, molti sono stati gli episodi di attacchi in Pakistan, quasi tutti con firma di Al-Qaeda e gruppi islamici integralisti. L’ultimo il venticinque ottobre scorso, quando tempio sufi Baba Farid sono morte sei persone. Disastri non solo umani, ma anche ambientali. La scorsa estate le alluvioni hanno flagellato il paese, tanto che si è dovuta mobilitare la comunità internazionale per cercare di rimediare i danni. “Le forze americane della Nato stanno uccidendo innocenti. E’ un fatto inaccettabile a cui ci stiamo ribellando”, aveva detto Azam Tariq, capo dei talebani in Pakistan. Anche i convogli Onu sono stati oggetto di rivendicazioni talebane.

Secondo i giornali pakistani, le cifre delle vittime di oggi sono destinate all’aumento visti i motli feriti gravi. “Non ci facciamo impaurire da attacchi come questi” spiega Mian Iftikhar Hussain portavoce della comunità locale.

Matteo Melani