Wikileaks, nuovi files, siti protetti dagli Usa, Berlusconi-Russia

I nuovi files erano attesi e puntualmente sono arrivati, Wikileaks ha pubblicato un nuovo dispaccio della diplomazia statunitense, che contiene una lista segreta di siti sensibili nel mondo che gli Stati Uniti intendono proteggere da attacchi terroristici, perché la loro perdita, secondo il dipartimento di Stato, “influirebbe in modo significativo” sulla sicurezza americana. La sorveglianza di queste sedi industriali andava condotta anche all’insaputa dei paesi ospitanti.

La nota del dipartimento di Stato risale al febbraio 2009 e chiede alle rappresentanze diplomatiche americane di registrare le infrastrutture e aziende nel mondo “la cui perdita influirebbe in modo significativo sulla salute pubblica, la sicurezza economica e/o la sicurezza nazionale degli Stati Uniti“.

La lista è apparsa online nella notte e copre numerosi paesi: appaiono cablaggi subacquei delle telecomunicazioni, porti, miniere e aziende che producono in particolare prodotti farmaceutici importanti per la sanità pubblica. Per quanto riguarda l’Italia, sono esplicitamente menzionati come siti sensibili la sede a Parma (per la precisione a San Polo di Torrile) della Glaxo Smith Kline, la nota multinazionale farmaceutica, Digibind (utilizzato per curare i morsi di serpente) e il gasdotto Trans-Med. L’attività di intelligence andava portata avanti, si legge sul dispaccio di wikileaks, “senza consultare i paesi ospitanti”.

Berlusconi e l’apprendista” Medvedev. E da WikiLeaks continuano a uscire particolari sulla descrizione compiuta dalla diplomazia Usa a Roma della politica, e in particolare del premier italiano. Vladimir Putin è “il centro del potere in Russia” e Dmitri Medvedev un mero “apprendista” del premier russo: lo aveva sottolinea Silvio Berlusconi, dopo una “lunga e familiare” disquisizione “sulle qualità, a suo modo di vedere, di Putin come leader” nel primo incontro con David H. Thorne, l’ambasciatore americano in Italia nominato da Barack Obama.
Nel resoconto, del 21 settembre 2009, pubblicato da El Pais, il diplomatico Usa racconta il suo primo incontro con il presidente del Consiglio italiano, incentrato su Afghanistan, Russia, Iran e candidatura di Chicago alle Olimpiadi del 2016.
 

Matteo Oliviero