Yara, ci cercano anche due complici italiani

E’ ancora mistero sulla sparizione della piccola Yara Gambirasio, della quale non si hanno più notizie dal 26 novembre scorso. Dopo aver fermato un uomo di origine marocchina, gli inquirenti sono adesso alla ricerca di due soggetti di nazionalità italiana. I due sono sospettati di aver violentato e ucciso la tredicenne di Brembate di Sopra dopo che il marocchino l’aveva sequestrata.

Il marocchino è stato arrestato mentre si apprestava a raggiungere la propria terra d’origine tramite traghetto. L’arresto è avvenuto sabato sera, mentre la nave si trovava a circa 4 miglia dalla costa, in un blitz che è durato 45 minuti. L’extracomunitario è accusato di sequestro di persona, omicidio e occultamente di cadavere. Gli investigatori, però, credono che l’uomo non abbia potuto agire da solo. Dalle intercettazioni telefoniche, infatti, pare che il marocchino abbia effettuato il sequestro come complice di due italiani, che avrebbero in seguito violentato – e forse ucciso – la ragazza. Secondo le prime indiscrezioni, i nomi dei due italiani sarebbero già stati individuati.

Il fermato ha 23 anni, lavora come muratore e risiede da giugno a Montebelluna (Treviso). Interrogato dal pm Letizia Ruggeri, sembra che non abbia rivelato che fine abbia fatto Yara ma, invece, abbia fatto i nomi dei due italiani che sarebbero stati suoi complici. “Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”, avrebbe detto il marocchino al telefono durante una delle conversazioni intercettate dalle forze dell’ordine. Sono state proprie queste parole, assieme alla confessione parziale rilasciata dall’uomo ed a ulteriori dettagli emersi durante le telefonate, a far pensare che il giovane marocchino non abbia agito da solo.

Il corpo della piccola, nel frattempo, ancora non si trova. Sono in molti a credere, però, che il caso possa essere risolto nel giro delle prossime ore. Quando, cioè, verranno rintracciati ed arrestati i due presunti complici.

Gianluca Bartalucci