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Yara Gambirasio: Brembate leghista, “Colpevole meridionale? Come extracomunitario”

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Mentre si cerca di far luce sul caso di Yara Gambirasio, un uomo di nazionalità marocchina è ancora in stato di fermo, accusato di sequestro di persona e omicidio.

Gli inquirenti sembrano fermi su questa pista, mentre Brembate di Sopra, il comune di Bergamo dove la tredicenne viveva con la sua numerosa famiglia, esprime già la sua sentenza, condannando l’extracomunitario fermato a Genova la sera del 4 dicembre: Marocchini fuori da Bergamo, recita un cartellone affisso per le strade.

Non si tratta di un unicum, ovunque è possibile udire riferimenti alla xenofobia che sembra prendere possesso del paese. Ovviamente c’è chi si dissocia, come il sindaco Diego Locatelli e la stessa famiglia Gambirasio, concentrati sulla ragazzina scomparsa e intenti a far sì che tra i cittadini non si fomenti odio e violenza ulteriore.

Intanto, insieme al marocchino, sono indagati due italiani, che secondo le prime indiscrezioni potrebbero essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Yara.

Se è un bergamasco è perché imita uno straniero”, afferma una persona intervistata sulla possibilità che un concittadino possa essersi macchiato del delitto, salvo tornare sui suoi passi, dichiarando “se è invece l’assassino è di origine meridionale allora è come se fosse un extracomunitario”.

Dalle parole dell’uomo, e dalle iniziative razziste attualmente in atto, lo spirito leghista di Brembate sembra, però, fomentare violenza su violenza, ma anche rabbia e paura. “Io sono razzista, gli stranieri nel mio paese non li voglio”, dichiara un’altra persona intervistata dai giornalisti.

Gli extracomunitari, d’altro canto, preferiscono non controbattere, tanto che negli ultimi giorni si guardano bene dal farsi vedere in giro. Alla nutrita folla di persone che esprime il proprio disappunto e la voglia di farsi giustizia “da soli”, si affianca, comunque, buona parte della popolazione che ha preferito chiudersi nello stesso silenzio con cui anche la famiglia di Yara affronta il dramma.

Carmine Della Pia

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