Bersani: “Far cadere Berlusconi è solo il primo punto”

Punto primo, mandare a casa Berlusconi, il che già vorrebbe dire che siamo avanti di un bel pezzo, ma poi all’Italia servirà un periodo (chissà quanto lungo) di disintossicazione dalla droga del berlusconismo.
Pierluigi Bersani da Fiesole, dal convegno su paesaggio e democrazia organizzato dall’associazione Viviani e dal Pd, spiega che sì mandare a casa Berlusconi va bene, ma che questo non basterà a ricostruire una nuova Italia.

Quella sostanza psicotropa è penetrata nelle vene del Paese e della politica producendo una eccessiva personalizzazione da cui poi bisognerà liberarsi.
Se toccasse mai ame(fare il candidato a premier), assicuro che non ci sarà il mio nome sul simbolo è la cura che Bersani si dice pronto a portare avanti.

Al momento le incertezze sono varie. Fini che non ribalta,ma continua gli affondi. Pezzi del Pdl che offrono trattative (Cicchitto sulla legge elettorale, offerta rispedita al mittente). Ma anche possibili aiuti inattesi al Premier come quello dei parlamentari radicali eletti nelle liste del Pd.
Fra oggi e domani Bersani incontrerà Pannella, ma intanto spiega che coi radicali non si fanno scambi o trattative ma si parla di politica.
Una situazione che, dice Massimo D’Alema, si trascina tra polemiche, minacce, quotidiani passaggi di parlamentari da un fronte all’altro, in un quadro che sempre più è quello di un grave degrado della vita politica.

E che invece avrebbe bisogno di un taglio netto: visto che il governo non ha più la maggioranza, ragiona il presidente del Copasir, deve dimettersi, questa è la democrazia.
Poi la parola tornerà al Capo dello Stato. A cui, assicura Bersani che nomi non ne fa, il Pd porterà le proprie proposte e rispetterà le decisioni di Napolitano.

Troverebbe però simile all’accanimento terapeutico un nuovo governo Berlusconi visto anche che il premier ha avuto gli strumenti per governare e non c’è riuscito e ora fa la vittima, denuncia ribaltoni, mentre si è ribaltato da solo e adesso il problema è che non si ribalti anche l’Italia.

Ovviamente la soluzione che Bersani trova più conveniente per il Paese sarebbe quella di un governo di transizione che riformi la legge elettorale e metta mano alla crisi economica rilanciando gli investimenti.
E tuttavia anche un nuovo governo di centrodestra senza Berlusconi, vedrebbe sì il Pd all’opposizione, ma sarebbe una posizione più avanzata.

Matteo Oliviero