Colombia: una frana causa ventiquattro morti. Molti i dispersi

Sale a ventiquattro il numero dei morti causati da uno smottamento nel terreno nel barrio La Gabriela, un quartiere della città colombiana di Bello, nella regione di Antioquia.

La causa principale della frana è da ricollegarsi alle forti piogge che in questi giorni hanno percorso la nazione colombiana.

Sul luogo della tragedia sono attualmente impegnati settecento uomini tra organizzazioni di soccorso, vigili del fuoco, esercito, polizia, residenti e volontari che fanno di tutto nel tentativo di riuscire a ritrovare qualche sopravvissuto. I dispersi, infatti, ammonterebbero a centoventiquattro unità. Tutti abitavano nelle quaranta case travolte dai dodicimila metri cubi di terra franati.

I soccorsi procedono con frenesia ma nello stesso momento con cautela poiché il terreno rimane instabile e l’utilizzo di grossi mezzi potrebbe causare ulteriori smottamenti. All’opera anche un’unità cinofila.

Gli uomini sul posto descrivono l’angoscia di questi momenti, in cui dalle rovine sepolte provengono incessanti richieste d’aiuto.

Tra coloro i quali vive queste ore in un’incessante apprensione vi è Don Jesus Garcia che al quotidiano colombiano El Espectador racconta ciò che per lui è stato il barrio La Gabriela e ciò che è diventato meno di quarantotto ore fa: «Abitiamo qui da quando avevo quattro anni. Quando siamo arrivati c’erano solo tre case e noi fummo tra i fondatori del quartiere. La mia casa era un condominio familiare: ci vivevano 29 persone e adesso 14 dispersi», aggiunge .

A mezzogiorno di domenica, Jesus era al secondo piano della sua casa con la moglie, tre figli e due nipoti. In quel momento decise di andare alla Plaza de Bello a comprare la carne per il pranzo lasciando la maggior parte dei familiari a casa, intenti nei preparativi domenicali.

Jesus andò con la moglie sulla moto. Al ritorno dal centro furono bloccati dalle forze dell’ordine. «Siamo stati fermati dalla polizia che ci ha parlato di  una frana a La Gabriela. In realtà, abbiamo pensato che fosse sul carcere Bellavista, perché dal quartiere non avevamo avuto nessuna notizia»

Ignari di quanto era accaduto, hanno deciso provare a entrare nella zona penitenziaria. Lì un vicino ha detto loro che la frana aveva sepolto la sua casa. «E’ stato orribile. Non c’era nulla del mio territorio, le case erano sparite. E’ atroce sapere che tutta la nostra famiglia era lì».

Simone Olivelli