Dolore composto ai funerali dei sette ciclisti

Lamezia Terme (Catanzaro) – Si sono svolti stamane i funerali dei sette cicloamatori travolti e uccisi domenica mattina da un marocchino ventunenne alla guida di una Mercedes. I familiari delle sette vittime innocenti erano distutti dal dolore per questa perdita così improvvisa e ingiusta, ma con grande dignità hanno assistito alla celebrazione dei funerali.

Immobili, i parenti dei ciclisti erano seduti su delle sedie bianche poste davanti alle bare coperte di fiori e con le foto delle vittime. É successo tutto così velocemente che qualcuno, forse, ancora non riesce neanche a rendersi conto della tragedia. Le bare delle sette vittime dell’incidente sono state disposte su una pedana azzurra al centro del rettangolo di gioco dello stadio «Guido d’Ippolito». Sui feretri, sono state messe fotografie, fiori e anche le magliette delle vittime di questa tragedia.

L’ ultimo saluto ai ciclisti è stato seguito da 6-7 mila persone che, in piedi, hanno voluto esserci, per mostrare anche solidarietà nei confronti dei parenti di chi “è stato strappato dalla terra ma nessuno strapperà dai cuori di chi li ha conosciuti ed amati”, come recitava uno striscione.

Non sono stati pochi i messaggi di cordoglio. Ad esprimere la propria vicinanza alle famiglie sono stati, fra gli altri, anche il Capo dello Stato e il Papa. Benedetto XVI ha inviato un telegramma al funerale, attraverso il segretario di Stato Tarcisio Bertone; il telegramma è stato letto dal vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora, che ha celebrato la messa: “Il Sommo Pontefice desidera esprimere il suo profondo cordoglio e assicurare spiritualmente vicinanza ai familiari e all’intera comunità, tutti fortemente provati per perdita propri cari ed affida le anime dei fratelli defunti a materna intercessessione Beata Vergione Maria ed invia di cuore confortatrice benedizione apostolica”.

Durante la messa, poi, c’ è stato chi, forse per la tensione e il caldo, ha avuto malori. Sono intervenute la Protezione civile e la Croce Rossa che, per precauzione, hanno accompagnato queste persone in ospedale.

Angela Liuzzi