Festival di Courmayer: il “morbo di Pattinson” nel regno del noir

Contagiosa come il morso fatale che ha reso celebri i vampiri, anche la manìa che li riguarda non accenna a fermarsi. Anzi, si propaga sempre di più, anche in ambiti apparentemente distanti. Il Noir in Festival di Courmayer non è esente da questa psicosi e apre i battenti della sua ventesima edizione (dal 7 al 13 dicembre) con il film-shock We are the night di Dennis Gansel. Solo l’ennesima conferma dell’invasione che, partita dai Carpazi secoli fa, si è impadronita oramai di cinema (Twilight ed emuli) e televisione (da True Blood in poi, qualcuno riesce più a contare le serie sui vampiri?).

Prodotto da Costantin, da poco uscito sugli schermi tedeschi e premiato come rivelazione all’American Film Market di Los Angeles, We are the night è un racconto visionario attraverso il tempo e lo spazio, ambientato in una Berlino high-tech. Qui seguiamo l’amore fatale della ventenne Lena per una bionda vampira, che la attira a sé in un night club di cui è proprietaria insieme a due amiche sfrenate e bellissime. Ma sulla scia di una serie di misteriosi omicidi, il suo destino incrocerà quello di un poliziotto che non crede al sovrannaturale. “Il mio film –ha dichiarato il regista – è un moderno romanzo di formazione in cui mi interessa, come già ne ‘I ragazzi del reich’ e ne ‘L’onda’, il rapporto tra il singolo e il gruppo, quell’attrazione letale che può spingerci oltre i confini della morale e della legge”. A causa di alcune somiglianze nella trama alcuni hanno visto il film come un omaggio (tutto al femminile) al classico The lost boys di Joel Schumacher.

Vampiri in tutte le sal(s)e, allora. Anche all’ultimo Festival di Roma abbiamo assistito alla proiezione del teen-horror Let me in, storia di amicizia e amore tra un ragazzo dodicenne e una coetanea affetta da quello che ormai verrebbe da chiamare il “morbo di Pattinson”. Tutta una conseguenza di Twilight? Forse. Condire delle leggende popolari con elementi pop e adolescenziali (i vampiri belli e tenebrosi, gli amori impossibili con ragazze della porta accanto, il rapporto difficile con il sesso, il ballo della scuola) è stata la grande intuizione della furbesca Stephenie Meier. Ma, comunque la si metta, in verità certe storie turbano, inquietano e attraggono da secoli. E probabilmente non smetteranno mai.

Roberto Del Bove