Protesta studentesca: sterco davanti alla casa della Gelmini

Che la riforma Gelmini puzzasse lo sospettavano in molti, almeno osservando le proteste che da settimane attraversano l’Italia da nord a sud e che, a quanto pare, non sembrano scemare. Ma oggi tutto ciò si è tramutato in un dato di fatto, stando almeno al fetore che proviene dalla residenza privata del ministro dell’Istruzione a Bergamo. Quelle stanze che sono state l’alcova in cui la Mariastella più nominata d’Italia ha riflettuto sul disegno di legge che di lei porta il cognome.

La causa dell’orrido miasma non è conseguenza degli inviti poco galanti rivolti al ministro dagli studenti riuniti nei cortei di protesta, ma l’effetto di un’ennesima manifestazione, questa volta a tutti gli effetti plurisensoriale: messo da parte l’udito e i cori di sfottò, gli sconosciuti autori di questa singolare protesta si sono concentrati sull’olfatto, rovesciando nella notte una grossa quantità di sterco proprio davanti alla dimora bergamasca del ministro Gelmini.

A corredo della sostanza organica, uno striscione a cui è seguito un volantino di rivendicazione con la dicitura: «La città di Bergamo ospita nella sua roccaforte alta il ministro più amato da tutti gli studenti d’Italia. Abbiamo violato questa roccaforte e scaricato davanti a casa Gelmini la ‘naturale’ reazione alla sua riforma».

Un gesto futurista lo definirebbe l’ex senatore Nino Strano, colui che gridando invettive nei confronti di chi votò la fiducia del traballante governo Prodi nel 2008, festeggiò poi con gustose fette di mortadella (alludendo al nomignolo assegnato all’allora presidente del Consiglio in carica, ndr).

Oggi la protesta ha lasciato da parte il senso del gusto, anche se, a vedere un po’ come vanno le cose nel nostro Paese, verrebbe da dire che per gli italiani sarebbe bene prepararsi all’eventualità di dover ingurgitare «una tonnellata e mezza di merda» come Lino Banfi nei panni del celebre Oronzo Canà nel film L’allenatore nel pallone.

Banfi allenava la disastrata Longobarda, ma alla fine riuscì a salvarsi.

L’Italia, invece, che fine farà? Non lo sappiamo, ma una cosa è certa: nel pallone ci sta da un bel po’.

Nella foto: una scena del film L’allenatore nel pallone

Simone Olivelli