Wikileaks, piano Nato per difendere dagli attacchi russi

Nonostante l’arresto del suo fondatore, Julian Assange, il sito web Wikileaks continua a pubblicare documenti confidenziali. Questa volta al centro delle rivelazioni è l’esistenza di un piano militare segreto della Nato per difendere Estonia, Lituania e Lettonia dalle possibili “minacce russe”.

“Eagle Guardian”, questo il nome del piano di difesa, pensato inizialmente per difendere la Polonia, è stato esteso nel gennaio del 2010 anche all’ex repubbliche baltiche dell’Estonia, Lettonia e Litunia. Il programma messo a punto dall’Amministrazione Obama, prevede anche che il nuovo sistema missilistico pensato per distruggere pontenziali razzi lanciati dalla Siran e l’Iran potrebbe essere utilizzato anche per distruggere anche “missioni provenienti da altrove”.

Nuove rivelazioni anche sul fronte coreano. Dai documenti pubblicati emerge come la Corea del Nord venderebbe missili e tecnologia militare a Iran e Siria che vengono utilizzati da vari gruppi estremisti, come Hezbollah, Hamas e gruppi armati in Iraq.

Intanto la Casa Bianca cerca di porre rimedio alla fuga di notizie, richiamando alcuni dei diplomatici citati nei cablogrammi. Ma non è solo una manovra dettata dal comprensibile imbarazzo, ma soprattutto dal timore di possibili ritorsioni contro i funzionari autori anche di pesanti critiche nei confronti dei paesi stranieri nei quali si trovano. ” Ci troviamo- ha detto un dirigente della Sicurezza nazionale Usa- costretti a richiamare alcuni dei nostri migliori funzionari perché colpevoli di a ver detto la verità sulla nazione nella quale si trovano a operare. Questa è l’altro aspetto della tragedia che stiamo vivendo”. In pericolo c’è l’ambasciata di Kabul, di Berlino e anche quella di Tripoli.  Ma la vittima più illustre potrebbe essere proprio il capo della diplomazia americana, Hilary Clinton, duramente criticata soprattutto dal prsidente venezuelano Hugo Chavez. “Qualcuno negli Stati Uniti dovrebbe rinunciare -aveva detto il presidente sudamericano all’indomani delle prime pubblicazioni- per la vergogna. Lei dovrebbe dimettersi, signora Clinton, è il minimo”.

Annastella Palasciano