Zaia: “Se ci sarà la fiducia, Fini dovrà dimettersi”

Se la sfiducia non ci fosse, è chi ha presentato la mozione che si ritrova politicamente sfiduciato”. Intervistato dal ‘Corriere della Sera’, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, torna ad attaccare il ‘traditore’ Gianfranco Fini. “Se il governo avesse i numeri – spiega Zaia – che cosa fa Fini il giorno dopo? Si dimette? Esce dalla scena politica? Io penso che se scendi in campo in questo modo, la faccia te la devi giocare fino in fondo”.

”La cosa più imbarazzante – prosegue il Governatore leghista – è il dover spiegare alla gente che abbiamo fatto accordi con un alleato non affidabile“. Se il governo ottenesse la fiducia alla Camera, il leader di ‘Futuro e Libertà per l’Italia’ ”ne trarrebbe le logiche e naturali conseguenze”, altrimenti – aggiunge il presidente del Veneto – ”restasse lì a fare il censore”. Ciò ”sarebbe abominevole. Ma il Nord a questo non ci sta”.

Dall’esponente leghista giunge l’ennesimo ‘no’ all’ipotesi di un governo tecnico. L’unica via, in caso di sfiducia della maggioranza, resta dunque il voto anticipato. ”Le situazioni non possono che essere sciolte ridando la parola ai cittadini – sottolinea Zaia – La Lega è sempre stata coerente, lineare. I governi alternativi, con tutto il rispetto per il capo dello Stato, per noi sono un ribaltone”. Anche perché – spiega il presidente del Veneto – un governo tecnico ”sarebbe un governo del Sud e reazionario. Un’involuzione reazionaria della politica, un abominevole colpo di mano controriformista”.

Intanto, sul quotidiano ‘Libero’ non si ferma la campagna d’odio contro i ‘traditori’ futuristi e, in particolare, contro il presidente dell’Assemblea di Montecitorio. Anche oggi sono state infatti pubblicate le foto dei parlamentari che, eletti sotto il simbolo del Pdl, non voteranno la fiducia al governo Berlusconi.

‘I traditori ci minacciano’, il titolo oggi in prima pagina su ‘Libero’. “I futuristi – si legge nell’articolo – ci vogliono fare causa per aver pubblicato i loro indirizzi di posta elettronica. Ma sono solo quelli della Camera a disposizione di tutti. Bell’esempio di quanto ci tengano a dialogare con i cittadini”.

In attesa del 14 dicembre lo scontro all’interno del centrodestra si fa dunque sempre più incandescente.

Raffaele Emiliano