Italia: una donna su due fuori dal mercato del lavoro

In Italia quasi una donna su due, tra i 15 ei 64 anni, è fuori dal mercato del lavoro. Siamo ad una percentuale del 48,9%, a fronte di un dato medio europeo del 35,7%.

Ma se su tale range incide la differenza dell’età pensionabile delle donne tra il nostro paese e gli stati continentali e la maggior possibilità di chi studia di poter anche lavorare nei paesi nordici, restringendo l’osservazione ad una fascia d’età meno condizionabile da queste peculiarità del sistema Italia non viene fuori certamente una situazione più appagante.

Nel Vecchio Continente, dalle analisi Eurostat, l’ufficio statistico Ue, riguardante il 2009, una donna su cinque tra i 25 e i 54 anni vive la stessa situazione, il 22,1% per la precisione.

In Italia, limitando l’osservazione a quest’identica fascia d’età, siamo ad una percentuale del 35,5%, la peggiore in assoluto dei 27 Paesi dell’Eurozona.

Sempre dallo studio Eurostat, il 15% delle donne italiane nella stessa fascia d’età si dedica esclusivamente alla famiglia, rispetto al 10,1% della media europea, e bisogna recarsi a Malta per riscontrare una situazione più marcata, 51,1%.

Facendo una comparazione con gli uomini viene fuori anche uno scenario molto più significativo.

Tra i maschi di età compresa tra i 15 e i 64 anni, il tasso di inattività nel 2009 e’ stato pari al 22,2%, solo leggermente in diminuzione rispetto a quello del 2000, pari al 22,8%.

Se per le donne la percentuale d’inattività per lo scorso anno è decisamente più alta, 35,7%, questa è però  molto inferiore rispetto al 2000, quando si attestava al 39,9%.

In 9 anni, dunque, più di 5 milioni di donne hanno fatto il loro ingresso nel mercato del lavoro, e, nonostante la crisi economica, tra il 2008 e il 2009 il numero di donne sul mercato del lavoro e’ continuato ad aumentare, con un tasso di inattività che è sceso complessivamente dal 36,1% al 35,7%.

Simmetricamente, invece, è accaduto per gli uomini, più colpiti dalla crisi, la cui percentuale di inattivi è aumentata per la prima volta dal 2002, passando dal 22% al 22,2% del 2009, soprattutto per i ragazzi tra i 15 e i 24 anni, che sono passati da un tasso d’inattività del 52,1% nel 2008 al 53% nel 2009.

Entrando nel dettaglio delle differenze tra paesi Ue per l’universo femminile, il tasso d’inattività più elevato per le donne tra i 25 e i 54 anni è stato rilevato a Malta, 51,1%, seguita dall’Italia, 35,5%, dalla Romania, 29,4%, e dalla Grecia, 29%, mentre i più bassi sono stati riscontrati in Slovenia, 12,1%, Svezia, 12,9%, e Danimarca, 13%.

Per le giovani donne tra i 15 e i 24 anni spiccano, invece, Ungheria, 78,5%, e Italia, 76,1%, mentre, grazie soprattutto alla maggior semplicità nel trovare lavoro durante lo studio, secondo l’Eurostat, i dati migliori sono quelli desumibili in Olanda, 28,1%, e Danimarca, 29,3%.

La media Ue per il 2009 e’ stata del 59,3%, contro il 53% per i ragazzi.

Per le donne tra i 55 e i 64 anni, invece, il tasso inattività più alto è stato registrato a Malta,87,9%, e in Polonia,76,8%, mentre il più basso in Svezia, 30,1%, e in Estonia, 33,9%.

Nell’area Ue, il tasso del 2009 e’ stato del 60,1%, mentre per gli uomini del 41,5%.

Marco Notari