La Locomotiva continua a trainare nonostante qualche rallentamento

Germania con alti e bassi, dopo i dati record sul Pil diramati dalla Bundesbank lo scorso mese.

Ad ottobre la produzione industriale ha registrato una crescita mensile del 2,9%, dopo il calo dell’1% di settembre.

Dai dati di Bloomberg, questo è il rialzo maggiore dallo scorso maggio e spiazza tutte le stime degli economisti, che avevano annunciato una crescita dell’1%.

Rispetto allo stesso mese del 2009, la produzione industriale è cresciuta dell’11,7%, dopo il +7,7% di settembre. I dati sono stati calcolati in base ai giorni lavorativi del periodo preso in considerazione.

Inatteso calo, invece, per le esportazioni, che ad ottobre, sulla base dei dati dell’Ufficio Statistica, hanno fatto registrare un -1,1% rispetto a settembre, mese in cui erano cresciute del 3%.

Le previsioni degli analisti erano allineate con il dato del mese precedente e sembra che a pesare su questo risultato sia stato il debito sovrano dei Paesi Ue sotto osservazione e la conseguente riduzione della domanda mondiale di beni.

Cresciute, viceversa, le importazioni, +0,3% rispetto a settembre, mese in cui erano calate dell’1,2%.

L’avanzo commerciale tedesco si è così ridotto dai 15,4 miliardi di euro di settembre ai 14,3 miliardi di ottobre, a fronte delle previsioni degli analisti per un surplus di 15 miliardi.

Nello stesso mese di ottobre l’avanzo delle partite correnti si è attestato dai 14,5 miliardi di euro di settembre a 11,4 miliardi.

I dati sulla produzione industriale della Germania non hanno inciso quanto sperato dagli investitori sulle maggiori piazze europee, dove le tensioni sul debito sovrano di alcuni paesi membri hanno suggerito una forte cautela.

Oggi il parlamento di Dublino ha approvato le nuove misure di austerità, dopo il prestito accordato da Ue e Fmi per salvare l’Irlanda da un peggioramento del suo debito pubblico.

Nel finale Parigi ha chiuso con +0,56%, Francoforte invece con -0,37% e Londra con -0,24%.

Marco Notari