Rai, l’ira di Masi: “L’azienda non è allo sbando. Nessuna censura a Fazio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09

E’ ancora polemica sulla Rai. Questa volta a far discutere è la presunta censura attuata dall’azienda radio-televisiva pubblica nei confronti di Raitre per lo sforamento di due minuti della fortunata trasmissione ‘Vieni via con me’, condotta da Roberto Saviano e Fabio Fazio.

Così, a tutelare il buon nome della Rai dagli attacchi giunti da Aldo Grassi in un articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ e intitolato in maniera significativa”Rai, due minuti di follia”, è il direttore generale Mauro Masi, che non esita a prendere carta e penna per scrivere al direttore del quotidiano.

Riportiamo di seguito alcuni stralci della lettera.


“Caro direttore, per cultura personale e per esperienza di vita professionale a lungo vissuta nelle Istituzioni del nostro Paese, ho imparato a rispettare sempre e comunque le opinioni di tutti in particolare se autorevoli e sempre tecnicamente puntuali come quelle di Aldo Grasso. Ritengo tuttavia che il suo articolo abbia bisogno di chiarimenti sia nello specifico sia nella valutazione complessiva del momento Rai. Nonostante le dichiarazioni ‘furbine’ del dottor Fabio Fazio non c’è stata alcuna censura né reprimenda nei confronti di Raitre per lo sforamento dei due minuti di ‘Vieni via con me’, ma soltanto una lettera di routine che la direzione del palinsesto manda da decenni in casi analoghi a tutte le trasmissioni e a tutte le reti, in particolare quando ci sono gli spostamenti di spot pubblicitari. Una prassi che sono certo il dottor Grasso ricorderà sicuramente per la sua esperienza vissuta in Rai, se pure alla radio”.

“Il dottor Mazzetti ha in corso una procedura disciplinare (che ovviamente non ha nulla a che vedere con i minuti di sforamento) che è la settima consecutiva applicatagli da diverse direzioni generali. Un procedimento in tal senso, tra l’atro, mi è stato di recente sollecitato dal cda e specificatamente da una lettera indirizzatami dal presidente della Rai, Paolo Garimberti”.

“Nel complesso la Rai, come dice Grasso, sarà forse allo sbando’ ma è un’Azienda allo ‘sbando’ capace di vincere il suo quattordicesimo periodo di garanzia (il terzo consecutivo di questa gestione) per altro quest’anno con un distacco record nei confronti dei competitori”.

“È un’Azienda ‘allo sbando’, che è stata capace in pochi mesi di trasformare la propria offerta passando dagli storici tre canali analogici a 14 digitali e investendo in questa operazione oltre 300 milioni di euro di capitali propri senza un centesimo di euro di finanziamenti o di agevolazioni provenienti dal settore pubblico. È una Rai che tenta, inoltre, ed è questo il tema più delicato e per molti orticante, di essere davvero pluralista cercando di far rispettare a tutti le stesse regole. E nel fare questo io stesso non mi nascondo dietro a soluzioni ‘furbine’ care a molti, ma ci metto direttamente la faccia e la reputazione”.

Raffaele Emiliano