Spot di Vespa su Yara interrompe Cenerentola: è polemica

L’interruzione di ‘Cenerentola’ con il trailer di Bruno Vespa sulla puntata di Porta a Porta dedicata alla scomparsa di Yara e Sara è da considerarsi nefasta”: a denunciarlo è il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, al quale sono giunte le feroci proteste dei genitori per quanto accaduto ieri in prima serata su Rai 1.

“Non è ammissibile – spiega Marziale – che una delle sempre più rare occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie debba essere funestata da uno spot inquietante, intitolato “Chi protegge i nostri figli?”, un condensato di pochi secondi a effetto in grado di generare apprensione tra i minorenni e gli adulti intenti a seguire il capolavoro disneyano“. Il presidente dell’Osservatorio continua: “Esistono leggi, per la verità alquanto ambigue, che suggeriscono addirittura il divieto di messa in onda di spot pubblicitari durante i cartoni animati, ma laddove non arriva la legge dovrebbe sopraggiungere il buonsenso, la cui latitanza costituisce un segnale di deriva etica che nuoce gravemente alla salute del servizio pubblico radiotelevisivo”. “Sarebbe indispensabile conoscere dal presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, on. Sergio Zavoli, la differenza che intercorre tra servizio pubblico ed emittenza privata”, conclude Marziale.

Duro nei confronti dello spot di Vespa è anche il presidente dell’associazione nazionale sociologi, Pietro Zocconali, secondo il quale “la differenza tra servizio pubblico televisivo ed emittenza privata consiste solo ed esclusivamente nel canone, che il primo impone ai cittadini garantendo determinate condizioni, anche etiche“.

E’ pertanto “ormai evidente – sottolinea Zoccolani – che le ragioni del piano industriale Rai sono venute meno, pertanto la privatizzazione è solo questione di tempo. Non si può continuare a chiedere il pagamento di una tassa senza corrispondere un servizio che personalmente destinerei ad altre emittenti più accorte alle esigenze morali e sociali dei fruitori”.

Insomma, a “proteggere i nostri figli” non saranno certo gli inquietanti spot promozionali di ‘Porta a Porta’.

Raffaele Emiliano