Yara Gambirasio: trovato un giubbotto, ma le ricerche ripartono da zero


Le ricerche della ginnasta di Brembate, Yara Gambirasio, scomparsa dal 26 novembre, ripartono dal principio, in seguito alla scarcerazione di Mohamed Fikri.

Il ventunenne era stato fermato venerdì scorso mentre partiva per il Marocco, lo stato di fermo per sequestro di persona e omicidio è stato sospeso dopo appena tre giorni di detenzione: le prove a suo carico non sussistono, l’intercettazione da cui partiva la caccia all’uomo era stata interpretata male.

Il giovane marocchino dichiara, attraverso i suoi legali, che intende chiedere un risarcimento danni, mentre il cugino spiega il suo stato d’animo: “Prima torna a casa e meglio è, così finalmente si riposa e dimentica. Essere sospettato di un omicidio in cui non c’entri per una parola tradotta male è allucinante”.

Caduta la pista battuta dagli inquirenti, le indagini proseguono con maggiore attenzione, si riparte da zero, anche con l’aiuto di un volontario giunto da Masate (Milano) con il suo cane: “Sono a Brembate di Sopra con il mio cane da circa cinque giorni, ha un buon fiuto e spero che riesca a scoprire qualcosa”, ha dichiarato l’uomo.

I poliziotti, che erano a lavoro presso la ditta Roncelli, stesso luogo dove era stato ritrovato un cellulare che non apparteneva, però, a Yara, sono stati condotti presso un boschetto non molto lontano dal cantiere ispezionato precedentemente. Il posto, spesso frequentato da senzatetto, ora è al vaglio degli uomini del Corpo forestale e delle unità cinofile, ma sembra aver già fornito un indizio: un giubbotto nero somigliante a quello che Yara indossava quella sera.

Le ricerche per Yara continueranno, poi, con gli agenti dello Sco, Servizio centrale operativo, della polizia, che svolgeranno i lavori con i carabinieri.

Poiché non si esclude alcuna pista, e le segnalazioni giungono dai luoghi più disparati, le ricerche, come afferma il questore, “saranno divise in zone”.

La famiglia Gambirasio, che tiene alla larga giornalisti e cronisti tv, ha ricevuto la visita del comandante dei carabinieri, Roberto Tortorella, e del questore di Bergamo, Vito Ricciardi.

Carmine Della Pia