25enne si laurea due volte in tre mesi. E’ record

25 anni e due lauree. La notizia potrebbe non sembrare molto strana se si pensa ad un ragazzo studioso che vuole raggiungere i propri obiettivi in breve termine. Ma, invece, è davvero un record.

Carlo Maria Rosati, ha conseguito il 22 settembre la laurea specialistica in Medicina e chirurgia, con il massimo dei voti, la lode e la dignità di stampa con una tesi dall’argomento “Confronto retrospettivo tra la chirurgia laparoscopica ad accesso singolo e quella ad accesso multiplo per le emicolectomie destre in pazienti con neoplasia”. Il 7 dicembre, invece, ha portato a termine quella triennale in Ingegneria biomedica all’Università di Pisa, sempre con il massimo dei voti e la lode presentando un lavoro che parte dai principi matematici per arrivare all’applicazione dell’ingegneria in campo medico e che aveva come titolo della tesi “Analisi del segnale proveniente da microbolle utilizzate come mezzo di contrasto ecografico, attraverso un algoritmo Monte Carlo con una catena di Markov a salti reversibili”.

Nato ad Arezzo nel 1985, Carlo Maria Rosati fin dalle scuole superiori ha mostrato tutto il suo amore e la sua predisposizione per le materie scientifiche. Durante i cinque anni del liceo ha sempre partecipato alla finale nazionale delle Olimpiadi di Matematica, vincendo numerose medaglie d’oro, e nel 2001 si è classificato al primo posto nella gara di matematica organizzata dal dipartimento di Matematica dell’Università di Firenze. Nel 2004 ha ottenuto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi internazionali di Matematica che si sono svolte ad Atene e, sempre nello stesso anno, ha superato, classificandosi al primo posto, i test nazionali di ammissione al corso di laurea specialistica in Medicina e chirurgia ed è stato ammesso alla Scuola Sant’Anna come allievo del settore di Scienze mediche.

Ma non si è limitato ad avere successi solo in Italia, Rosati ha  avuto alcune esperienze formative in America, in particolare al prestigioso “Weill Cornell Medical College” di New York.

Daniela Ciranni