I Radicali e il tira e molla sulla fiducia: decideremo all’ultimo

E se la sopravvivenza del governo Berlusconi dipendesse dal voto dei 6 Radicali in Parlamento? A ipotizzare che il 14 dicembre il vero “ago della bilancia” sarà rappresentato dalle posizioni assunte dai parlamentari guidati da Marco Pannella sono in tanti. E ad accrescere la probabilità che il guru dei Radicali stia accarezzando l’idea di “saltare il fosso” interviene la notizia dell‘incontro che Ignazio la Russa ha convocato a pochi giorni di distanza dal voto di fiducia, nel corso del quale si sarebbe tentato di accorciare le distanze con il Pdl.

Un vertice al quale ha preso parte anche l’onorevole Marco Beltrandi che, raggiunto al telefono da “Il Fatto Quotidiano“, ha confermato l’impossibilità di consegnare una risposta inequivocabile sulle intenzioni di voto del 14 dicembre. “Non c’è una trattativa tra noi e loro – ha esordito il radicale riferendosi al vertice convocato qualche giorno fa dal ministro La Russa – Abbiamo parlato di quello che può succedere dopo il 14 e in particolare di alcune questioni che ci stanno a cuore come la giustizia, le carceri, la riforma istituzionale”

Il fatto che la convocazione giunga alla vigilia del voto di fiducia del governo, che fin ad ora si era ben guardato dall’imbastire una qualsiasi trattativa con i Radicali, non rappresenta per Beltrandi motivo di scandalo: “Non è un fatto sospetto – ha osservato – è molto chiaro: il governo è in una situazione di difficoltà ed è normale che cerchi anche di sondare il terreno sia per il prima che per il dopo 14. Ci rammarichiamo che questo avvio del dialogo – ha però chiosato il radicale – sia avvenuto solo adesso, se fosse avvenuto prima penso sarebbe stato molto più utile per tutti”.

Ad esplicita domanda: cosa farebbe se Berlusconi la chiamasse per chiederle cosa vorrebbe in cambio della fiducia, il membro della commissione Vigilanza Rai, si ripara dietro una risata foriera di perplessità: “Se chiamasse me – ha risposto – gli direi assolutamente di chiamare Marco Pannella. Con me non ha niente da dire, semmai deve parlare col signor Pannella”.

E all’intervistatore che gli fa notare che la supposta intenzione di passare al governo guasterebbe la loro credibilità, proprio come avvenuto a Daniele Capezzone, transitato dalle file dei Radicali a quelle del Pdl: “Abbiamo solo detto che sul 14 dicembre decideremo all’ultimo – ha replicato Beltrandi – ma non abbiamo assolutamente detto che abbiamo intenzione di passare al governo. I Radicali hanno una storia per la quale il confronto politico lo tengono con tutti gli interlocutori, inclusi quelli – ha precisato – che sono al governo”.

Maria Saporito