Indesit, raggiunto l’accordo con sindacati e Governo

Raggiunto ieri sera, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico, l’accordo con Indesit sul Piano Italia, che prevede 120 milioni di investimenti nel nostro Paese, ma anche la chiusura degli stabilimenti di Brembate di Sopra (BG) e Refrontolo (TV).

Ad aprile cesserà la produzione delle due strutture, che verrà trasferita a Caserta, quella di Brembate, e a Fabriano, quella di Refrontolo.

A Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm per il settore elettrodomestici, è toccato dare la notizia più attesa, “i 510 lavoratori coinvolti non saranno licenziati, ma verranno inseriti in un piano di ricollocazione, con l’unica eccezione di chi aderirà alla mobilità incentivata volontaria, o finalizzata al raggiungimento della pensione“.

Per chi aderirà alla mobilità incentivata volontaria, ricordiamolo, sarà previsto un incentivo massimo di 25 mila euro.

“Il piano di ricollocazione – ha continuato il rappresentante sindacale – è molto ambizioso, ma parte da una base di più di 300 offerte di lavoro già pervenute da parte di aziende terze o da parte di soggetti interessati a reindustrializzare i siti; inoltre è riconosciuta la possibilità, per chiunque lo desiderasse, di essere trasferito ad altro stabilimento del gruppo; infine c’è l’impegno di Indesit a non licenziare chi alla fine del biennio dovesse non aver ricevuto un’offerta lavorativa. Peraltro, le Istituzioni centrali e locali si sono impegnate a favorire e monitorare i processi di reindustrializzazione e ricollocazione”.

“Ora l’accordo – ha chiuso Ficco – sarà portato a valutazione nelle assemblee di fabbrica. Se riceverà l’apprezzamento definitivo dei lavoratori e se darà i risultati auspicati, costituirà un esempio estremamente innovativo e positivo nella gestione delle crisi industriali, reso possibile dalla responsabilità sociale dimostrata dall’Indesit, pur in questo difficile frangente, e dalla volontà delle organizzazioni sindacali di misurarsi in una sfida”.

Per gli analisti di Equita sim con questo accordo il gruppo potrà migliorare il network produttivo italiano, dove potrà focalizzare la produzione di prodotti ad alto contenuto tecnologico.

“Noi incorporiamo un risparmio di 35 milioni di euro da manufacturing per il 2011, che oltre a comprendere i risparmi derivanti dalla chiusura degli impianti includono migliori livelli di efficienza degli altri stabilimenti italiani e di quelli polacchi”, il commento degli analisti di Equita sim, che prevedono anche una netta ripresa del titolo, già in rialzo oggi a piazza Affari, entro la fine del prossimo anno.

Marco Notari