John Lennon: l’ultima intervista, a tre giorni dalla morte


Otto dicembre 1980: John Lennon lascia un vuoto devastante nel mondo della musica e nei suoi innumerevoli seguaci (fan sembra termine riduttivo, quasi un eufemismo).

Otto dicembre 2010: a trent’anni esatti dalla morte, riappare l’ultima intervista dell’ex beatle, rilasciata esattamente tre giorni prima che Mark Chapman gli sparasse per cinque volte, uccidendolo.

Il giornalista Jonathan Cott ha recentemente ritrovato tra le sue numerose scartoffie il prezioso documento: una registrazione su nastro risalente al 5 dicembre 1980 in cui conversa con John Lennon per ben tre ore.

Il magazine Rolling Stone Usa ne aveva già pubblicato qualche stralcio dopo l’omicidio, ma in occasione del trentennale della morte di Lennon, l’intervista è stata mostrata per intero.

Non meraviglia l’invettiva lanciata contro giornalisti e critici, che idolatravano “miti morti come James Dean e Sid Vicious”, mentre il beatle redento, ormai abbandonatosi all’unione sentimentale e artistica con Yoko Ono da un decennio, preferiva stare alla larga dal paradosso, “Non mi interessa essere un eroe morto, per cui lascio perdere”. Inquietante pensare cosa sarebbe accaduto tre giorni dopo quelle affermazioni.

L’occasione per l’intervista con Cott era l’uscita di Double Fantasy, album registrato proprio con Yoko Ono: l’assassino aveva in mano una copia che la futura vittima avrebbe anche firmato, prima di morire.

“Penso che quella conversazione sia stata una vera meditazione della mezza età”, ha commentato il giornalista. Lennon che attaccava i critici, rei di aver attaccato, a loro volta, le sue scelte personali dopo l’abbandono dei Beatles, Lennon che pregava per Bruce Springsteen: “Dio aiuti Springsteen quando i critici decideranno che non è più un dio, gli gireranno le spalle e spero che possa sopravvivere”.

“Le sue parole mi sono suonate molto gioiose e vibranti, speranzose e sovversive e senza paura. Non ha risparmiato verità”, spiega Jonathan Cott. Prima di rivelare, attraverso le ultime parole di Lennon, qualcosa che un illustre collega non avrebbe mai pensato di ascoltare, in quel periodo: “In futuro lavorerò solo con Paul McCartney e Yoko Ono. Non è affatto male come futuro”.

Carmine Della Pia