Napolitano: bene legge stabilità, ma il futuro è incerto

Nella sua trasferta milanese il presidente della Repubbblica, Giorgio Napolitano, ha fatto incetta di arte. Dalla prima alla Scala, con la “Valchiria” di Richard Wagner, ai capolavori custoditi nella Pinacoteca di Brera, il capo dello Stato, accompagnato dalla moglie Clio, ha voluto portare il suo personale saluto ai luoghi simbolo della cultura milanese, manifestando vicinanza agli operatori gravati dai tagli dell’ultima Finanziaria

A conclusione della sua visita alla Pinacoteca – dove il presidente ha avuto modo di ammirare capolavori come “Ragazzo con canestro di frutta” di Caravaggio e “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello – Napolitano ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della legge di stabilità. “Siamo riusciti a farlo – ha spiegato ieri riferendosi al provvedimento – perché era interesse generale del Paese chiudere questa fase. Occorreva dare un segnale forte per mostrare ai partner comunitari il senso di un forte impegno per la stabilità finanziaria dell’Italia – ha osservato ancora il capo dello Stato – in un quadro perturbato come quello europeo”.

Ma a chi lo ha incalzato sul futuro prossimo del governo, su cui pende la spada di Damocle della votazione parlamentare del 14 dicembre, l’inquilino del Quirinale non ha voluto fornire alcuna rassicurazione: “Il seguito – ha scandito – nessuno è in grado di prevederlo, ci vorrebbe una speciale sfera di cristallo“. Una battuta con la quale il presidente della Repubblica ha lasciato trapelare la sua insofferenza per il clima di grande incertezza che attraversa il Paese, destabilizzato da presunte trattative e da continui capovolgimenti di fronte. Per l’inquilino del Colle, comunque, il risultato centrato in Parlamento sulla legge di stabilità e bilancio non può essere letto come il “preludio” alla fiducia che il governo anela di incassare mercoledì prossimo. “Credo – ha tagliato corto Napolitano – che nessuna connessione possa essere stabilita tra le due cose”.

Nessuna certezza, dunque, ma anzi il timore che fino al giorno della votazione le congetture elaborate dai vari schieramenti contribuiscano a seminare disaffezione e diffidenza nell’opinione pubblica. Nel corso della visita alla Pinacoteca di Brera, Giorgio Napolitano è stato infine avvicinato da una rappresentanza degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti che gli hanno consegnato una missiva in cui hanno espresso grande preoccupazione per i tagli previsti dalla Finanziaria di Giulio Tremonti. Una lettera accorata accompagnata da un simbolico assegno in bianco che gli studenti hanno fatto firmare al capo dello Stato ottenendo la promessa che si interessi personalmente affinché trecento milioni di euro vengano investiti “a favore di cultura, istruzione e liberi saperi“.

Maria Saporito