Sakineh è libera: lo afferma il comitato anti-lapidazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:54


Sakineh è stata liberata, come annuncia il comitato anti-lapidazione.

Condannata alla lapidazione per adulterio, nel 2006 alla donna erano state inflitte 99 frustate per una relazione illecita avuta con due uomini. Liberati anche il figlio, Sajjad Qaderzadeh e l’avvocato Javid Hutan Kian, come si evince da un comunicato del comitato con sede a Francoforte.

Già il 19 ottobre scorso il capo del Consiglio dei diritti umani della Repubblica islamica iraniana, Javad Larijani, aveva detto di essere “al lavoro per salvare la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani“.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, afferma: “E’ una bella giornata per i diritti umani. Abbiamo appreso con gioia la notizia che il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha dato e che stiamo verificando, per scrupolo, direttamente. La liberazione di Sakineh, cui le autorità iraniane sono giunte dopo i diversi appelli del governo italiano e della comunità internazionale, è una decisione che merita il forte plauso e la soddisfazione di tutti. L’Iran ha mostrato quel gesto di comprensione e clemenza che auspicavamo e lo ha fatto nell’esercizio delle proprie prerogative di Stato sovrano. Di questo diamo atto, consapevoli che le prospettive di dialogo anche sui diritti umani con l’Iran si possano riaprire con spirito di rinnovata fiducia reciproca”.

Qualche mese fa, le autorità iraniane divulgavano la notizia secondo cui Sakineh non sarebbe stata più processata per l’adulterio del marito, bensì per il suo omicidio. La famiglia dell’uomo aveva perdonato Sakineh, e, per la legge islamica, questo basta per evitarle la pena.

La vicenda ha, da sempre, mostrato contorni poco chiari, fatta eccezione per il battage quotidiano della stampa estera e degli innumerevoli appelli per salvare la donna. Più volte sia la donna, sia due reporter tedeschi, arrestati mentre erano in procinto di intervistarla, erano comparsi alla tv iraniana dichiarando pubbliche colpe: “Abbiamo commesso atti illeciti”, “Ho mentito ai media”, affermava il figlio di Sakineh.

A smentire tutto e parlare di un complotto era stata Mina Ahadi, presidente del comitato anti-lapidazione: “E’ tutto falso. Hanno estorto le loro parole con le minacce”.

Carmine Della Pia

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