Sarah Scazzi: nuovo testimone anticipa l’ora del delitto


A più di tre mesi dall’omicidio di Sarah Scazzi, emergono nuovi colpi di scena: una testimonianza che potrebbe dare una svolta alle indagini.

È stato necessario attendere molto tempo prima che la deposizione di un vicino di casa fosse messa agli atti: “Ho visto Sarah Scazzi dirigersi verso la villa di sua cugina alle 13.45”.

In caso di conferma, la versione sposterebbe non solo l’ora del delitto, ma ne sconvolgerebbe il quadro cronologico, cancellando l’orario che finora si credeva certo, tra le 14:28 e le 14:42, e i sette minuti che Michele Misseri o Sabrina avrebbero impiegato nell’uccidere la piccola.

Nonostante la deposizione in fase di incidente probatorio, durante il quale Michele, zio della vittima, indicava in Sabrina, sua figlia, l’unica responsabile dell’omicidio, i due sono ancora in carcere, e a lungo non abbiamo più letto di aggiornamenti o svolte nelle indagini.

Stamane il vicino è stato ascoltato dal pm Mariano Buccoliero, al quale ha confermato di aver visto Sarah in via Deledda un quarto d’ora prima delle 14.

Da qui potrebbe farsi strada l’ipotesi che l’omicidio sia avvenuto in casa Misseri, e non in garage come più volte detto.

In completo mutamento anche lo storico dei messaggi e delle chiamate partite dal cellulare della ragazzina: si presume che l’ultimo sms inviato dal dispositivo, alle 14.30, sia stato scritto da Sabrina mentre Sarah era probabilmente già morta.

La difesa di Sabrina, costituita da due legali iscritti nell’albo degli indagati in quanto avrebbero incitato Michele alla falsa testimonianza, aveva anche supposto che la ragazzina fosse stata ammazzata dopo le 16, scagionando così l’assistita da ogni accusa.

Il medico legale, Luigi Strada, era al vaglio di alcuni esami che avrebbero stabilito se nel corpo di Sarah vi erano tracce di cibo (secondo la madre, avrebbe mangiato un sofficino prima di uscire).

Verificando l’assenza di ogni residuo alimentare, le ipotesi erano svariate: non è stato ancora accertato se la piccola abbia vomitato, digerito rapidamente il boccone, o se, appunto, sia stata uccisa dopo le 14.30. In quest’ultimo caso, Sabrina presenta un valido alibi, dopo le 15.30, che la dichiarerebbe innocente su (quasi) tutti i fronti.

Carmine Della Pia