Scilipoti (Idv), il “Giuda” si dimette o forse no

Domenico Scilipoti è il dipietrista stacanovista che negli ultimi giorni ha calamitato su di sé l’attenzione dell’intero Paese. Perché? Su di lui gravano pesanti sospetti come quello che sia pronto a votare la fiducia al governo alla Camera. Un’eventualità che ha procurato al medico siciliano l’epiteto di “Giuda“, scagliatogli addosso dai compagni di partito più intransigenti, capitanati dal capogruppo Massimo Donadi.

Interpellato oggi da “La Repubblica“, Scilipoti vuota il sacco, puntando l’indice contro il violento attacco che lo ha sfinito: “Sono un deputato finito oramai – ha ammesso il dipietrista – Ieri mi hanno sfregiato nell’onore, mi hanno chiamato traditore, venduto. E nessuno che abbia mai avuto l’ardire di coinvolgermi in questi traffici. Massimo Donadi, il mio capogruppo, mi ha accusato di ogni nefandezza e avvertito: neanche tua moglie ti riconoscerà più”.

Dice, Scilipoti, di aver fatto presagire l’intenzione di accordare la fiducia al governo Berlusconi in un momento di rabbia ingovernabile, che una volta sbollentata, gli ha però consentito di aggiustare il tiro. Fino alla rassicurazione: “No a Berlusconi e sì alla sfiducia“. Ma lo psicodramma dell’esponente dell’Idv non sembra destinato a chiudersi qui perché all’intervistatore di “La Repubblica” che lo ha incalzato, Scilipoti ha consegnato la novità più clamorosa: “Mi sono appena dimesso dal partito“.

“Io dico – ha argomentato – il mio partito non mi ha mai dato soddisfazione, mai una lucina che inquadrasse anche il mio volto, una dignità politica per le mie battaglie estreme sull’agopuntura. Tu Di Pietro dammi una pacca sulla spalla e dimmi: allora Domenico, cos’è che non va? Ti chiedo, Di Pietro: questa ammucchiata con Fini è una cosa seria?”. Interrogativi che denunciano lo stato d’animo dell’onorevole, vinto da delusioni e forti dubbi sul futuro. Incertezze sfibranti che insinuano nel dipietrista l’ennesimo tentennamento: “Io un po’ – ha ammesso – vorrei ancora riflettere“.

Maria Saporito