Barcellona, addio alla tradizione: in arrivo lo sponsor sulle maglie

Non sarà uno sponsor commerciale, come si affrettano a puntualizzare dalla stanza dei bottoni blaugrana, ma anche il Barcellona avrà la maglia sporcata da una scritta. Non sarà più solamente l’Unicef a griffare le maglie del Barça. A fianco dell’ente umanitario ci sarà una Fondazione Ong del Qatar, che verserà nelle casse dei catalani 150 milioni di euro.

Questione economica – Alla base della decisione del Barcellona ci sono le note difficoltà economiche che i nuovi dirigenti devono affrontare. Da qui la decisione di “vendere” il sacro spazio (violato solo dall’Unicef, ma a fini di beneficienza) ad un ente, la Qatar Fondation, che verserà 150 milioni in 5 anni alla società del presidente Rosell. All’astronomica cifra, record di ogni tempo per una sponsorizzazione, si aggiungeranno eventuali bonus derivanti dalle conquiste dei trofei.

Cosa cambia – Come detto, il marchio della Qatar Fondation si affiancherà a quello Unicef (cui il Barça versa 1.5 milioni di euro all’anno). Per evitare una maglia con troppe scritte, i dirigenti blaugrana e i creativi Nike stanno già pensando a come fondere i due loghi. Insomma, due piccioni con una fava.

Suona strano che una Ong, quale è la Qatar Fondation, debba (e possa) pagare 150 milioni per pubblicizzare il proprio logo. Così come è incredibile (ma vero) che il Barcellona, la squadra “perfetta”, debba ricorrere alle entrate degli sponsor per risanare una situazione debitoria di portata colossale.
Dinanzio ai soldi si può chiudere un’occhio sulla tradizione. Anche se questa durava da 112 anni. Addio alle maglie immacolate come da foto. E’ il calcio, bellezza. O meglio: è il calcio moderno, signori.

Edoardo Cozza