Beppe Grillo: “Italia in bancarotta, colpa dei politici”

tremonti

L’immagine che pubblichiamo a correndo di questo articolo è ripresa dal sito di Beppe Grillo. C’è un Tremonti che non ascolta nessuno e va avanti per la propria strada. Ma per il comico genovese il disastro economico e finanziario dell’Italia è ormai prossimo. Anzi, la situazione è già drammatica per il blogger: il governo deve ringraziare opposizione  e mezzi di informazione se i cittadini non sanno nulla di ciò che realmente sta avvenendo.

Secondo Grillo l’esecutivo scarica le responsabilità sulle fasce più deboli della popolazione, invece di attuare una politica sana e di dire la verità su come stanno davvero le cose.

La politica del Governo si può tradurre in una sola parola: “tagli. Li chiamano riforme, come nel caso della scuola, ma sono solo riduzioni di spesa. In guerra le sconfitte si trasformano in ritirate strategiche, in economia l’impossibilità di pagare i titoli di Stato emessi per tenere in piedi il debito pubblico è definita “ristrutturazione“. Ristrutturare significa che il valore di un titolo da 100 euro diventa 40/30/20 euro. Il meccanismo è lo stesso della perdita di valore delle azioni di una società che può perdere anche il 90 % senza che nessuno possa lamentarsi”.

Uno dei dati più allarmanti è quello relativo al debito pubblico: “Nel 2011 l’emissione complessiva di titoli italiani sarà, salvo sorprese, di 240 miliardi (titolo del Sole 24 Ore: “Nel 2011 emissioni più leggere (sic)” Quando fai debiti per pagarli devi produrre di più, ma l’Italia è penultima nel mondo per crescita nell’ultimo decennio, 179sima, un posto prima di Haiti. E il debito aumenta, nel 2011 arriverà ai 2.000 miliardi”.

Sentenzia Grillo: “Siamo arrivati alla bancarotta nazionale per un motivo semplice, banale: la possibilità dei politici di spendere soldi che non hanno e di vendere i debiti sotto forma di titoli di Stato per continuare il loro bengodiNessuna spesa a livello comunale, regionale e statale deve essere più possibile senza una copertura certa. Il sindaco, il presidente di Regione, il ministro che utilizza soldi di cui non dispone deve pagare di tasca sua o finire in galera”.