Cancun, si comincia a tirare le somme

Si chiude stasera la sedicesima conferenza Onu sul clima. Da Cancun, alle diciotto ora locale, una di notte ora italiana, si chiuderanno i lavori e le votazioni dell’assemblea plenaria.

Centonovanta paesi a cercare soluzioni quanto più condivise, al surriscaldamento planetario. La conferenza si è aperta il ventinove novembre scorso, al seguito di tecnici e politici.

Energie rinnovabili, lotta ai cambiamenti climatici e deforestazione, le tematiche al centro dell’incontro di Cancun. Dalle prime notizie, si apprende che 5-6 miliardi di dollari dal 2010 al 2012, saranno investiti per la tutela e la gestione delle foreste e altri 40 per i paesi in via di sviluppo. Tra questi, l’India ha accettato i limiti standard di emissioni di Co2. “Dobbiamo accettare che la realtà globale sta cambiando” ha detto il ministro indiano per l’ambiente Jairam Ramesh. Già nel gennaio scorso, c’è stato un vertice sull’ambiente a Copenaghen con i grandi della Terra. I risultati però furono deludenti. Per Ban Ki Moon, segretario dell’Onu bisogna garantire una reale attuazione del protocollo di Kyoto.

Oggi Cancun. In rappresentanza del nostro Paese, il ministro Stefania Prestigiacomo. “Nessuno si tirerà’ indietro in un quadro che prevede impegni equilibrati per tutti i Paesi” dice la Pretigiacomo. Per il ministro l’intesa “dovra’ anche rappresentare l’opzione forte di uno sviluppo a basso contenuto di carbonio per i paesi in via di sviluppo”. Critico il Pd. “Ci vuole una rinnovata consapevolezza della posta in gioco e quindi un impegno sempre piu’ forte nel contrasto ai cambiamenti climatici” spiega Stella Bianchi responsabile democratica dell’ambiente.

Matteo Melani