Hostess Livingston in lingerie per salvare la compagnia

«Visto che ci hanno lasciato in mutande, almeno ci siamo messe le più belle che avevamo». Poche parole che spiegano il senso della protesta delle hostess della «Livingston Spa», storica compagnia di voli charter che da luglio non ricevono più gli stipendi per difficoltà finanziarie.

Sei hostess si sono fatte fotografare in lingerie anni Cinquanta, per tenere alta l’attenzione sul caso dell’azienda, oggi commissariata e in attesa di compratori. E il calendario supersexy per il 2011, che sarà presentato il 23 dicembre a Castelletto Ticino (Novara), potrebbe convincere qualche compratore a terminare in fretta l’affare.

Una protesta glamour che cerca di salvare il posto di 498 dipendenti. Una della sei hostess presenti nel calendario, la 37enne Cinzia, ha passato gli ultimi 16 anni tra gli aerei della Livingston «Fino a pochi mesi fa eravamo il fiore all’occhiello delle compagnie per voli charter — racconta — non mi sembra possibile che per i dissesti finanziari provocati dall’ultima gestione un gruppo storico come il nostro, l’ex Lauda Air per intenderci, scompaia dal mercato. Qui ci sono in ballo centinaia di professionalità eccellenti, che andrebbero sprecate».

Nella loro pagina Facebook “Th fab Livingston girls”, le hostess non si presentano come portavoce di tutti i dipendenti Livingston, perché subito hanno ricevuto delle critiche da alcuni loro colleghi. «Ma non eravamo d’accordo di distinguerci per professionalità e stile? Non mi sembra che questa scelta rispecchi questo spirito», scrive una certa Sara.

Ma la risposta delle ragazze che hanno sfoggiato nel calendario tutta la loro sensualità non tarda ad arrivare. <<Purtroppo in Italia funziona così, per far parlare di sé bisogna lavorare sull’immagine — dice Elisabetta Gallina, 28 anni di Verona, miss gennaio e febbraio, da cinque anni nel gruppo — e allora, se può essere utile alla nostra causa, siamo disposte a fare anche questo». «E poi le foto sono ammiccanti ma caste, non si sfocia mai nel volgare — ribadisce Cinzia — abbiamo solo giocato con la nostra femminilità>>.

Daniela Ciranni