“Le cose che restano”: da lunedi la miniserie su Raiuno

“Le cose che restano” è la serie tv in onda su Raiuno le sere del 13, 15, 22 e 29 dicembre, girata dal regista Gianluca Maria Tavarelli e con un cast che vede recitare Ennio Fantastichini, Paola Cortellesi, Claudio Santamaria, Lorenzo Balducci e molti altri.

Non c’è il palazzo, ma la società civile” di dice ne Le cose che restano.
Infatti “La politica non è esclusa: non c’è quella dei politici, ma la politica siamo noi, nei nostri gesti e comportamenti. Qui non ci sono destra, sinistra e slogan, non c’è il palazzo, ma la società civile, quanti, per esempio, mettono in una busta 20 euro per L’Aquila” dice il regista Gianluca Maria Tavarellila società civile: spero che la gente si riprenda in mano il proprio ruolo, al di fuori del palazzo, contro le beghe di potere“.

Raccontiamo una famiglia borghese (il padre Fantatischini, la madre Daniela Giordano, i figli Cortellesi, Santamaria, Balducci e Alessandro Sperduti, che muore subito) di professionisti, con una vita armoniosa, finché non viene colpita dal lutto del figlio più piccolo, che sconvolge gli equilibri. La casa si svuota: ciascuno cerca una strada fuori da una famiglia che non c’è più, attraverso incontri, problemi e nuove figure. Dopo i fermenti politico-sociali de La meglio gioventù, qui riflettiamo sui nuovi mondi, le scelte esistenziali che cambiano il senso di famiglia”, dice Rulli. È infatti la famiglia il tema principale del film: “La famiglia è al centro sia dal punto di vista tradizionale, nella prima parte, che quale famiglia di affetti, quelli che costruisci nel corso della tua vita. Nell’ultima parte, c’è una famiglia allargata, la famiglia del cuore“. “Inevitabile, dunque – prosegue il regista – rapportarsi con l’omosessualità, l’immigrazione o “l’altro”: 5, 6 anni fa l’Italia era diversa, oggi per caprila non se ne può prescindere“.

Con questo titolo, preso in prestito alla poetessa Emily Dickinson, usato per il film, co-prodotto da Italia e Francia, Le cose che restano – e conclude Tavarelli – “sono quelle di ognuno di noi, le cose che fai e cambiano la vita degli altri. Il personaggio di Lorenzo (Balducci) dando una mano a una immigrata cambia la vita di lei e la sua, in meglio. E’ questo il messaggio: aiutando gli altri aiuti te stesso, non dal punto di vista strumentale del sentirsi meglio, bensì perché la persone sono una risorsa”.

Martina Guastella