Procura di Roma apre inchiesta su compravendita voti, ma anche Pdl denuncia


È stato aperto ufficialmente un fascicolo processuale dalla Procura di Roma: l’esposto di Antonio Di Pietro sulla presunta compravendita dei voti finisce al vaglio dei pm.

I sospetti relativi ai deputati Domenico Scilipoti e Antonio Razzi hanno spinto la procura ad aprire un’indagine, ma il Pdl non se ne sta con le mani in mano: presenterà, infatti,una denuncia affinché “venga fatta luce anche su tutti quei casi in cui sono stati altri partiti ad acquisire i nostri parlamentari”, come affermano Sandro Bondi e Denis Verdini in una nota.

Sulla questione si è espresso anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: “Quando, in questa legislatura, un numero assai significativo di Parlamentari ha abbandonato il Pdl, la procura di Roma si è guardata bene dall’intervenire. Quando nel 1999 circa 30 parlamentari passarono dal centro-destra al centro-sinistra, anche allora silenzio assoluto. Adesso perché Bersani, Violante e Di Pietro alzano la voce, allora la Procura di Roma interviene. Siamo di fronte all’estremizzazione dell’uso politico della giustizia e ciò è la dimostrazione che la situazione è insostenibile e pone problemi istituzionali assai seri”. L’intervento della Procura è stato giudicato, infatti, “gravissimo e conseguenza di una questione istituzionale molto rilevante perché costituisce una gravissima intromissione nella libera dialettica parlamentare”.

Il fatidico 14 dicembre si avvicina, ma Silvio Berlusconi sembra ostentare tranquillità, anche quando si collega alla riunione del Pdl a Bolzano, dichiarandosi certo di un dietrofront da parte di Fli: “Se questi signori dovessero negare la fiducia al governo, martedì prossimo, si consegneranno a un limbo politico perché non potrebbero mai più rientrare nel centrodestra e nel loro futuro ci sarebbe solo una possibilità, ovvero quella di allearsi a quella sinistra che hanno sempre sentito come opposta ai loro valori e ai loro principi, che hanno sempre combattuto. Credo che un sussulto di ragionevolezza e di lealtà ai loro elettori dovrebbe portarli a non esprimere un voto contrario”.

Carmine Della Pia