Sakineh libera: arriva la smentita, “In casa solo per una trasmissione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:03


A meno di ventiquattr’ore arrivare la triste smentita: Sakineh Mohammadi-Ashtiani non è stata liberata, era in casa per una trasmissione televisiva.

La notizia, ieri, aveva sollevato sia il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che aveva affermato “E’ una bella giornata per i diritti umani”, sia quanti lottano da anni attraverso appelli e comunicati per salvare la donna.

Il comitato anti-lapidazione, con sede a Francoforte, aveva dichiarato che Sakineh era libera, sia dalla lapidazione per adulterio, sia per ogni eventuale pena riguardante il processo che tuttora affronta: sulla donna pende l’accusa dell’omicidio di suo marito.

Secondo le fonti divulgative di ieri, anche il figlio, Sajjad Ghaderzadeh, e l’avvocato erano liberi, ma sul sito di PressTV è stato confermato il sospetto che si nutriva sin dal primo istante: la donna era in casa solo per registrare una trasmissione tv che andrà in onda questa sera.

Vogliamo vederla libera”, dichiara il ministro degli Esteri, Frattini, rispondendo a una domanda sulla smentita, “Ovviamente siamo fortemente delusi da questo annuncio fatto dai diretti interessati, ma devo dire che conoscendo l’Iran non mi stupisco”.

Il ministro aveva dichiarato, ieri sera, un elogio per l’improvviso atto di clemenza: “Abbiamo appreso con gioia la notizia che il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha dato e che stiamo verificando, per scrupolo, direttamente. La liberazione di Sakineh, cui le autorità iraniane sono giunte dopo i diversi appelli del governo italiano e della comunità internazionale, è una decisione che merita il forte plauso e la soddisfazione di tutti. L’Iran ha mostrato quel gesto di comprensione e clemenza che auspicavamo e lo ha fatto nell’esercizio delle proprie prerogative di Stato sovrano. Di questo diamo atto, consapevoli che le prospettive di dialogo anche sui diritti umani con l’Iran si possano riaprire con spirito di rinnovata fiducia reciproca”.

La “doccia fredda” ha seguito la notizia buona, “come sempre accade in Iran”, ha aggiunto Frattini, che spera vivamente in “un gesto di clemenza per Sakineh”.

foto: Marco Merlini / LaPresse

Carmine Della Pia

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