Sciopero Rai: le ragioni del lavoratori e dell’Azienda

Oggi i lavoratori della Rai scenderanno in piazza a Roma. Le motivazioni della protesta sono esplicate in una lettera che i sindacati dei lavoratori hanno scritto al presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai Sergio Zavoli denunciando “un processo di disinformazione che tende a nascondere la reale portata delle operazioni già effettuate in Rai negli ultimi mesi”, tra queste: ‘riduzione di provvedimenti gestionali e incentivazioni, alla compressione del budget delle reti per l’acquisto di prodotti televisivi, a tagli su investimenti per l’innovazione tecnologica, a tagli attraverso la revisione gestionale del lavoro, che hanno inciso pesantemente sui lavoratori e sulla capacità produttiva e ideativa dell’azienda”.

Di seguito il comunicato ufficiale della Rai: “Il diritto di sciopero va sempre rispettato e garantito, ma i telespettatori devono sapere che in questo caso si tratta di uno sciopero contro una Rai impegnata a risanare per la prima volta, in maniera seria e responsabile, il proprio bilancio e pertanto a difendere i posti di lavoro; contro una Rai in grado di vincere – e quest’anno con un distacco record – la competizione degli ascolti; contro una Rai capace in pochi mesi di moltiplicare la propria offerta passando dagli storici 3 canali analogici ai 14 digitali tuttia titolo grauito con un grande vantaggio per i telespettatori.
Rai continua a ritenere che vadano rigettate tutte le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche e che invece la ripresa del confronto con tutte le sigle sindacali sia la maniera per poter ricercare soluzioni strutturali e governare i processi di cambiamento in atto.”

Il direttore generale, Mauro Masi, ha commentato la protesta con queste parole: “E’ fin troppo ovvio riconoscere che il diritto di sciopero e’ un diritto fondamentale dei lavoratori e va pertanto rispettato e garantito ma non si puo’ non apprezzare le ragioni per le quali una grande organizzazione come la Fistel Cisl ha deciso di non aderire ad uno sciopero come quello proclamato da altre organizzazioni sindacali Rai. Uno sciopero come dice la stessa Fistel Cisl che rischia di essere fuori tempo – aggiunge Masi – controproducente perché determina un vulnus a quel dialogo necessario per affrontare e risolvere le problematiche di bilancio e strutturali lasciate a marcire per troppo tempo”.

La situazione dell’azienda potrebbe diventare davvero critica nei prossimi anni se non verranno presi presto provvedimenti: ad essere contestato è il Piano industriale 2010-2012.
Stefano Bernardi