Sconfiggere l’obesità con un taglietto sull’addome

Con una tecnica chirurgica minimamente invasiva è possibile perdere peso senza dolore.

Un taglietto di soli 20 millimetri sull’ombelico e in meno di due ore si può curare l’obesità senza lasciare segni sul paziente.

Da uno studio  pubblicato dalla rivista Obesity Rurgery si scoprono i risultati positivi della Single Incision Laparoscopic Surgery (SILS) applicata su 16 degenti affetti da problemi di obesità al Policlinico Gemelli di Roma dal professor Roberto Tacchino, responsabile dell’Ambulatorio di Chirurgia dell’Obesità dell’ospedale capitolino.

Questa tecnica, già adoperata in altri tipi di interventi, è una novità nel campo dell’obesità e, a differenza della laparoscopia tradizionale, che richiede solitamente fino a 8 punti d’accesso (8 taglietti sull’addome, in sostanza) per inserire gli strumenti chirurgici, prevede una singola incisione addominale dove vengono inseriti una telecamera e due dispositivi operatori.

Come spiega Tacchino, che ha iniziato ad adottare la SISL nel suo ambulatorio dal 2008 e quest’anno l’ha già applicata in oltre cento operazioni, questo intervento riduce considerevolmente la perdita di sangue e il rischio di possibili ernie nei punti di accesso, oltre al non trascurabile dolore post-operatorio, dato che l’incisione avviene nell’ombelico, una zona che il medico definisce “poco sensibile”.

Dalle pagine di Obesity Rurgery, il medico ricorda che l’obesità colpisce un italiano su 10 ma che il numero è destinato ad aumentare perché il problema sta dilagando tra i bambini, tant’è vero che il 24% di quelli tra i 6 e gli 11 anni è in sovrappeso, il 12% obeso, per un totale di 138 mila bambini a ‘taglie forti’, e che, se l’obesità  non si sconfigge con la dieta e lo sport, si può ricorrere al bisturi, visto che il numero di interventi di chirurgia bariatrica contro l’obesità in Italia è arrivato a quasi 6000 all’anno.

Marco Notari