Berlusconi: quell’audiomessaggio da “Ritorno al Futuro”

E’ tornato il Partito dell’amore. Il partito nato per il bene e il benessere degli italiani e della politica; nato per cancellare l’invidia e la violenza dal dibattito civile e istituzionale. E quella di oggi, infatti, è “una grande operazione di amore e di verità a sostegno del governo del fare, per impedire il tradimento degli elettori”. Ma prima di tutto i gazebo organizzati dal Pdl sono un atto di amore, quasi di propaganda salvifica: “Non possiamo accettare che chi è stato eletto nel 2008 nella lista Popolo della libertà-Berlusconi Presidente, ora tradisca il mandato degli elettori e porti al governo la sinistra, che le elezioni le ha perse. Perché siamo la maggioranza moderata e liberale che prova orrore di fronte all’idea che l’Italia possa essere governata dalle forze illiberali che sono eredi del comunismo”.

E ogni volta che Silvio Berlusconi parla di comunismo e forze illiberali la sua “discesa in campo” si rinnova con la stessa energia del 1994. Stesse parole, stesso messaggio che sulla bocca del Premier non invecchiano mai, grazie ad una sorta di lifting mediatico capace di eliminare di volta in volta le rughe comparse fra le pieghe del suo pensiero. “Ho scelto di scendere in campo ed occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo ad un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Insieme ai molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia, so quel che voglio: offrire al Paese un’alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.

Così parlò il Cavaliere nel ’94. Ed oggi quel messaggio lo rilancia con forza nel momento più difficile della sua storia politica. Tra quattro giorni il Parlamento voterà la fiducia al suo esecutivo, e se fino a qualche giorno fa la partita sembrava doversi concludere senza speranza, nelle ultime ore il vento sembra aver cambiato direzione, iniziando a soffiare nelle vele di una propaganda che da 15 anni non ha mai spostato di un minimo la sua rotta di navigazione. “Diciamo tutti un bel no alla vecchia partitocrazia, diciamo tutti un bel no alla sinistra”. Le parole dell’audiomessaggio che sono risuonate nelle piazze italiane sono forti di un copyright decennale intramontabile: fin quando ci sarà Berlusconi l’Italia dovrà sempre scegliere fra la libertà, la verità, il nuovo e una sinistra illiberale, ipocrita e vecchia.

Ed ecco che il clima di amore, verità e libertà si trasforma in tensione, adrenalina e paura. Lo dice anche un ex Idv: “Che Dio m’aiuti quando sarà il momento di votare”.

Cristiano Marti